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Coronavirus, allarme per saloni di parrucchiere, estetica e barber. Cna: ''Se non riaprono rischiano 1.200 aziende con 3 mila addetti''

Andrea Benoni, presidente della Cna del Trentino: "Operatori e operatrici del comparto da anni attraverso la loro professionalità si adoperano per garantire alla loro clientela una qualità di servizio che comprende anche norme e tecniche volte alla prevenzione delle malattie"

Pubblicato il - 18 aprile 2020 - 18:34

TRENTO. “Dal 3 maggio devono poter riaprire in sicurezza anche saloni di parrucchiere, barber, estetica e nails” a chiederlo è il Cna del Trentino lanciando l'allarme sul rischio di chiusura di 1.200 aziende per un totale di 3.000 addetti.

 

"Operatori e operatrici del comparto da anni attraverso la loro professionalità si adoperano per garantire alla loro clientela una qualità di servizio che comprende anche norme e tecniche volte alla prevenzione delle malattie, la tutela della sanità e del benessere collettivo; consapevoli di quanto siano fondamentali le competenze e le risorse impiegate per la promozione della salute", afferma Andrea Benoni, presidente della Cna del Trentino.

 

I saloni di acconciatura e gli istituti di estetica e bellezza sono sottoposti, come ogni altro luogo di lavoro, alla normativa per la salute e la sicurezza sul lavoro. Per questo si è sempre dovuto fare particolare attenzione ad alcuni aspetti che possono rappresentare un rischio per tutti i soggetti dell'ambiente di lavoro.

 

“Anche in passato – viene spiegato in una nota di Cna - ci sono stati momenti di gravi emergenze per pericolose malattie, non ancora debellate come Aids, epatite B, epatite C, eppure si è continuato ad operare alzando il livello di attenzione nelle pratiche quotidiane e nel corretto uso di: detergenti - igienizzanti - disinfettanti - aerazione dei locali, trattamenti disinfettanti degli strumenti utilizzati, idonee procedure per uso dei taglienti”.

 

Guanti mascherine ed altri dispositivi per chi opera e per la clientela, oltre alla attivazione di comportamenti e procedure per la riduzione del numero di persone presenti contemporaneamente in un salone, visto anche che quasi sempre si accede in un salone previo appuntamento telefonico, potranno essere adottati “appena saranno definiti questi protocolli” viene spiegato.

 

"I saloni di acconciatura, nails, estetica, barber - afferma Maria Rosa D'Agostino, membro del direttivo di CNA del Trentino e della direzione di CNA Impresa Donna - erano sicuri prima sia per chi ci lavorava che per i clienti e lo saranno anche ora. I saloni regolari con addetti preparati sanno cosa fare e lo faranno a tutela del loro principale patrimonio che è la clientela. Sembra giusto ricordare che i circa 1200 saloni di cura della persona presenti in Trentino con circa 3000 addetti sono una delle principali fonti di occupazione e di imprenditorialità femminile. Al 3 maggio saranno 8 settimane di chiusura, comprendenti importanti festività: Le Palme, Pasqua, il 25 aprile ed il primo maggio, inoltre salteranno le comunioni, matrimoni, tutte importanti occasioni di lavoro per i saloni e necessità rilevanti per la comunità. Due mesi senza incassi ma con spese, ed altri mesi di riduzione degli incassi anche perché inevitabilmente le nuove procedure allungheranno i tempi di lavorazione, quindi i costi di produzione che però non potranno essere girati sulla clientela. Tutto questo potrebbe essere una spallata mortale per molte attività andando ulteriormente a compromettere l'occupazione e l'imprenditoria femminile in Trentino".

 

"In questo momento - aggiunge Benoni - si capisce l'importanza di fare parte di una Associazione di Categoria come CNA (Confederazione Nazionale Artigiani e Piccole Imprese) che può essere a fianco delle aziende per sostenerle ed aiutarle in tutte le fasi, a livello locale ma anche Nazionale, nello studio dei protocolli di sicurezza che devono essere concreti e realizzabili. Il singolo imprenditore e la singola imprenditrice non avrebbe strumenti di dialogo e confronto diretto con la Politica, con la Burocrazia, con gli Istituti di Credito ai quali si dovrà chiedere inevitabilmente di affiancare le Piccole Imprese già notevolmente pressate in periodi pre-COVID-19".

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