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Coronavirus, il Cura Italia stanzia 6 milioni per la sanità trentina. Panebianco (Fenalt): "La Pat decida quanti darne agli operatori. Bonus di 1200 euro per i sanitari in prima linea"

La Fenalt ha inviato una proposta al presidente di Giunta Fugatti e all'assessora Segnana per destinare al personale sanitario un bonus economico. I fondi andrebbero recuperati nel tesoretto di 6 milioni di euro concesso alla Provincia di Trento per il comparto sanitario, oltre che, chiede il sindacato, dallo sblocco di un fondo congelato nella vertenza sindacale dell'ultimo rinnovo di contratto

Di Davide Leveghi - 07 aprile 2020 - 19:44

TRENTO. “Un bonus di 1200 euro per ogni operatore sanitario che ha lavorato e sta lavorando nel fronteggiare l'emergenza”. È questa la richiesta di Fenalt Sanità espressa dal segretario Paolo Panebianco, avanzata nella giornata di oggi al presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti e all'assessora alla Salute Stefania Segnana. “In una fase in cui gli operatori stanno combattendo, è bene dare loro una ricarica”, aggiunge.

 

La proposta è chiara. Dopo la destinazione di oltre 6 milioni di euro (precisamente 6.645.915 euro) alla Provincia da parte del Decreto Cura Italia, da destinare interamente al settore sanitario, dalla Giunta non è ancora arrivata comunicazione sull'utilizzo di questo tesoretto. E proprio per questo, la sigla sindacale del comparto sanitario chiede che la Pat si pronunci.

 

“Quello che chiediamo alla Provincia – esordisce il dirigente Fenalt – è un giusto compenso per chi lavora in prima linea. Per questo devono dirci quanto destineranno di quei 6 milioni dati dal decreto Cura Italia alla dirigenza e quando agli operatori. Ciò che noi proponiamo intanto è un bonus parametrato rispetto all'impegno e al rischio assunto dagli operatori, con 1200 euro per coloro che hanno lavorato e stanno lavorando nel fronteggiare l'emergenza nelle corsie, oltre a chi, facendolo, è stato contagiato. Stiamo parlando di circa 1000 sanitari e 6/700 Oss”.

 

“Sappiamo che questo tipo di discorso sarebbe più comodo da fare a bocce ferme – continua Panebianco – ma se non ora quando? Va data infatti una ricarica a chi fino a ieri non veniva particolarmente considerato ed ora è chiamato eroe. Questi sei milioni per ora sono fermi, la Provincia si pronunci e trovi con noi una modalità che soddisfi il maggior numero possibile di persone, senza creare guerre tra poveri”.

 

Così, nella proposta di Fenalt, l'impegno richiesto e i rischi assunti dai singoli operatori diventano una discrimine per una divisione in tre fasce del contributo: 1200 euro per la fascia superiore, 800 euro “per chi pur non essendo direttamente impegnato nei reparti Covid ha dovuto col proprio lavoro fare fronte all'enorme cambio organizzativo”, infine 500 euro per il restante personale.

 

Sensibilissimi al tema, gli operatori, d'altronde, non hanno preso bene la notizia dell'aumento deciso dalla Giunta provinciale nei confronti del capo della task force Giancarlo Ruscitti. “La Giunta ha ritenuto anche legittimamente che chi fosse a capo della task force dell'emergenza Covid necessitasse di un adeguamento – incalza il segretario Fenalt – ma i dipendenti in questo momento con il coltello tra i denti non lo hanno certo visto come un bel gesto fatto ora. È stato uno scivolone incredibile”.

 

Pertanto, dalla Provincia, la Fenalt si aspetta di dare uno stimolo, rabboccando le risorse magari sbloccando dei fondi rimasti fermi da anni, precisamente dalla scadenza dell'ultimo contratto. “Dalla scadenza del contratto precedente, nel 2016, ci sono fermi 11 milioni, frutto di una coda contrattuale su cui si è spesa grande animosità in una delle pagine più nere dei recenti scontri sindacali sulla Sanità. Sappiamo che sono partite diverse, ma si potrebbe concludere questa agonia”.

 

“La proposta del bonus sappiamo che è onerosa – conclude Panebianco – gli operatori sono circa 7000 e ciò significa che porterebbe via qualche milione. Ma i fondi ci sarebbero e si potrebbe raggiungere un qualcosa di fattibile. In Toscana, ad esempio, li hanno già fatto”.

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