Coronavirus, il pericolo arriva dall’estero. Fugatti: “Chiunque rientra in Trentino chieda il tampone”
Attualmente in Trentino ci sono 41 persone positive, Ferro: “La maggior parte dei casi è legata a soggetti che provengono da Paesi a rischio o turisti trentini che rientrano dalle vacanze, il consiglio è di effettuare il tampone anche se si è stati in altre Regioni o Stati considerati non a rischio”

TRENTO. “Chiunque rientra dall’estero chieda di fare il tampone”, questo l’appello rivolto dal presidente della Pat Maurizio Fugatti ai cittadini che arrivano in Trentino o di rientro dalle vacanze. I dati di oggi, 21 agosto, parlano di 4 nuovi contagi che portano il totale delle persone attualmente positive a quota 41 (QUI articolo). “La situazione è sotto controllo – ha detto Fugatti – ma siamo comunque legati all’andamento nazionale e internazionale, per questo Apss è disponibile a effettuare i tamponi per tutti coloro che rientrano dall’estero, indipendentemente dal Paese di provenienza”.
Se per chi arriva da Grecia, Croazia, Malta e Spagna resta obbligatorio comunicare il rientro, mettersi in quarantena e sottoporsi al tampone (QUI articolo), il consiglio viene esteso anche a chi rientra dagli altri Paesi o è stato in vacanza in altre regioni italiane (QUI il modulo da compilare per la richiesta).
“La maggior parte dei casi registrati in queste settimane – sottolinea Antonio Ferro del dipartimento prevenzione di Apss – è legata a soggetti che provengono da Paesi a rischio o turisti trentini che rientrano dalle vacanze, mentre in minima parte si tratta di residuati del cluster della Bartolini”. A conferma della possibilità che il contagio arrivi assieme ai turisti di rientro dalle vacanze ci sono le oltre 3000 richieste di tampone pervenute all’Apss da parte dei trentini che sono stati nei quattro Paesi considerati a rischio. “Non è il momento di abbassare la guardia” commenta il direttore del dipartimento prevenzione, che ribadisce l’opportunità di sottoporsi sia a un periodo di quarantena che al tampone anche per chi rientra da un’altra regione italiana. “In vacanza magari non si sono tenuti dei comportamenti consoni alla situazione, in questo momento è importante tutelare gli altri”.
Inoltre c’è la questione della negatività al tampone che, come spiegato da Ferro, non garantisce la certezza di non essere contagiosi. La strategia adottata dall’azienda sanitaria trentina, la stessa utilizzata con successo sugli operatori sanitari, prevede di effettuare il tampone alla sesta giornata perché la carica virale si evidenzia tra la quinta e la sesta giornata dal possibile contatto. “È importante evitare la penetrazione del virus nella società trentina – avverte Ferro – chi rientra dovrebbe sottoporsi all’isolamento fiduciario per un paio di settimane senza incontrare i parenti, dopodiché un tampone non si nega a nessuno”.


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