Coronavirus, il report dell’Iss: “Trento e altre 4 Regioni ad alto rischio”. Zona arancione quasi certa per l’Abruzzo
Rt in calo in quasi tutte le Regioni, in Trentino è di 0.91 (fra i più alti). L’Istituto superiore di sanità avverte: “Per quanto in miglioramento, la situazione epidemiologica è caratterizzata da una incidenza elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari”

TRENTO. Le restrizioni adottate stanno funzionando contribuendo in maniera decisa alla riduzione dei contagi ma non bisogna abbassare la guardia perché gli ospedali sono ancora sotto pressione. Si potrebbe sintetizzare così il report settimanale redatto dall’Istituto superiore di sanità in collaborazione con il Ministero della Salute che certifica, per quanto riguarda l’evoluzione della pandemia in Italia, “una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente”, anche se la situazione resta grave “a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali”.
Nella settimana di monitoraggio presa in considerazione (30 novembre - 06 dicembre), cinque territori sono considerati ad alto rischio trasmissione, si tratta di Provincia Trento, Emilia-Romagna, Puglia, Sardegna e Veneto. Quattordici Regioni (fra cui la Provincia di Bolzano) sono classificate a rischio moderato, mentre Molise, Basilicata sono classificate a basso rischio. Per esempio l’Abruzzo sembrerebbe destinato a finire in zona arancione. Anche Basilicata Calabria, Lombardia e Piemonte potrebbero migliorare la loro posizione.
.jpeg?itok=YDUCCMG2)
L’Iss ha rilevato una progressiva, seppur lenta, riduzione della pressione sui reparti ospedalieri e le terapie intensive ma l’impatto dell’epidemia è ancora molto grave. Infatti, sedici, fra regioni e Provincie autonome, superano la soglia critica per quanto riguarda la capienza dei posti letto, il Trentino è fra queste (QUI articolo). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione: da 3.663 (dato registrato il il primo dicembre) a 3.345 (8 dicembre). Stesso discorso per le persone ricoverate in aree mediche scese da 32.811 a 30.081.
Sebbene in miglioramento, rimangono difficoltà nel mantenere l’elevata qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività che per sia per completezza. In particolare si riscontrano ritardi di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute. Va ricordato inoltre che il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana che va dal 30 novembre al 6 dicembre, per questo è potrebbe esserci una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza. “Di per sé – spiegano gli esperti – questo costituisce una conferma della generale criticità causata dalla gravità della situazione epidemiologica che, per quanto in miglioramento, è caratterizzata da una incidenza elevata che determina un carico ancora eccessivo sui servizi sanitari”.
Indici Rt:
Abruzzo:Rt 0.8 (CI: 0.76-0.84)
Basilicata: Rt 0.65 (CI: 0.56-0.75)
Calabria: Rt 0.64 (CI: 0.59-0.7)
Campania: Rt 0.71 (CI: 0.67-0.74)
Emilia Romagna: Rt 0.81 (CI: 0.79-0.83)
Friuli Venezia Giulia: 0.97 (CI: 0.93-1.01)
Lazio: Rt 0.67 (CI: 0.65-0.69)
Liguria: Rt 0.63 (CI: 0.6-0.67)
Lombardia: Rt 0.82 (CI: 0.82-0.84)
Marche: Rt 0.8 (CI: 0.72-0.89)
Molise: Rt 1.45 (CI: 1.16-1.78)
Pa Bolzano: Rt 0.67 (CI: 0.63-0.71)
Pa Trento: Rt 0.91 (CI: 0.83-0.98)
Piemonte: Rt 0.64 (CI: 0.63-0.65)
Puglia: Rt 0.8 (CI: 0.78-0.83)
Sardegna: Rt 0.7 (CI: 0.64-0.76)
Sicilia: Rt 0.68 (CI: 0.66-0.71)
Toscana: Rt 0.76 (CI: 0.74-0.79)
Umbria: Rt 0.66 (CI: 0.62-0.7)
Valle d'Aosta: Rt 0.6 (CI: 0.53-0.67)
Veneto: Rt 0.91 (CI: 0.89-0.93)














