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Coronavirus, il sindaco di Messina (VIDEO ALL'INTERNO): ''Positivi in comitiva di 115 persone rientrate da Campiglio. Si rischia di perdere il controllo della situazione''

Il sindaco di Messina, Cateno De Luca: "Mi sono messo in contatto anche con la questura di Trento perché siamo in possesso dei nominativi in sole tre strutture alberghiere di Madonna di Campiglio e mancano all'appello quelli di B&B, chalet e altri. Il totale si dovrebbe aggirare intorno alle 140 persone"

Di Luca Andreazza - 18 marzo 2020 - 15:07

TRENTO. "Sono già 115 i nominativi di messinesi che hanno soggiornato in tre strutture a Madonna di Campiglio per una settimana bianca". Così Cateno De Luca, sindaco di Messina, nel corso di una diretta Facebook, che aggiunge: "Il periodo va dal 29 febbraio al 7 marzo ma i numeri sono provvisori".

 

C'è preoccupazione a Messina in quanto molti della comitiva non si sarebbero auto-denunciati e quindi si teme che i casi di contagio possano aumentare in maniera esponenziale per la difficoltà di ricostruire la mappa degli spostamenti e dei contatti. Nelle ultime 24 ore sui social sarebbe partita anche una caccia ai rientrati proprio dal Trentino in quanto ci sono due professionisti, compreso un medico, risultati positivi al coronavirus.  

 

Le autorità procedono ora a incrociare i nominativi in possesso con la banca dati ufficiale per la registrazione delle auto-denunce secondo le procedure del decreto del presidente del Consiglio dei ministri per individuare le persone che hanno seguito le misure di auto-quarantena e quelle che invece non l'hanno fatto. 

 

"Mi sono messo in contatto anche con la questura di Trento - aggiunge De Luca - perché siamo in possesso dei nominativi in sole tre strutture alberghiere di Madonna di Campiglio e mancano all'appello quelli di B&B, chalet e altri. Il totale si dovrebbe aggirare intorno alle 140 persone. Chi fa parte della comitiva e non si è autodenunciato sarà denunciato dal sindaco: sono obbligato a farlo. La situazione è ormai conclamata da sabato e sappiamo anche che ci sono altri soggetti positivi; uno di loro ha infettato tutto il suo nucleo familiare. Al momento non si sa quanti della comitiva abbiano seguito la procedura e quanti di loro siano stati esposti a contagio. Sappiamo che una buona parte di loro ha continuato a fare le proprie attività".

 

 

Il rischio è che la situazione possa sfuggire di mano e il sindaco sarebbe stato messo al corrente dei ricoveri dei primi pazienti che sono stati in Trentino solo lunedì scorso. "Il Dpcm del 7 marzo - dice De Luca - prevede che chi nelle due settimane antecedenti il decreto era rientrato dalle zone della Lombardia aveva l’obbligo di comunicarlo all’azienda sanitaria provinciale e di porsi in autoisolamento fiduciario. La comitiva messinese ha fatto rientro in città dallo scalo Bergamo, che già all’epoca era zona rossa. L’obbligo di autodenunciarsi c’era ancor di più dopo il dpcm del 9 marzo, quando l’intera Italia diventava zona protetta".

 

Il sindaco di Messina ha voluto ribadire che userà la linea dura per contrastare il passeggio diffuso per le vie della città e ha inviato una nota al Prefetto per metterla al corrente di una nuova ordinanza, che stavolta riguarda l’interdizione al transito dei pedoni in alcune vie cittadine.

Non solo, De Luca chiede anche l'intervento dell'esercito.

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