Coronavirus, un terzo caso di positività nel gruppo rientrato dalla settimana bianca in Trentino
Il sindaco, Cateno De Luca, ha parlato di almeno 5-6 contagi, oltre ai due accertati fino a martedì 17 marzo (un professionista di 56 anni e un medico di 55 anni, entrambi ospedalizzati). Intanto arriva la conferma per un altro paziente e il 50enne risultato positivo in queste ore è in isolamento nella propria abitazione

MESSINA. C'è un terzo positivo al coronavirus nella comitiva rientrata a Messina da una settimana bianca a Madonna di Campiglio. Una situazione che preoccupa in quanto molti dei partecipanti non si sarebbero autodenunciati e quindi il rischio è quello che il contagio possa diffondersi rapidamente.
Il sindaco, Cateno De Luca, ha parlato di almeno 5-6 contagi, oltre ai due accertati fino a martedì 17 marzo (un professionista di 56 anni e un medico di 55 anni, entrambi ospedalizzati). Intanto arriva la conferma per un altro paziente e il 50enne risultato positivo in queste ore è in isolamento nella propria abitazione.
Sono in corso accertamenti sanitari anche per una quarantina di partecipanti alla settimana bianca in Trentino che si è svolta tra il 29 febbraio e il 7 marzo (Qui articolo). Le autorità cercano, però, di rintracciare tutti i componenti del gruppo per metterli in quarantena, anche se alcuni l'avrebbero già fatto in forma volontaria.
Nel frattempo alcuni amici e conoscenti dei primi due casi positivi al coronavirus sembrano già accusare alcuni sintomi quali febbre e tosse. La polizia municipale cerca di ricostruire anche il viaggio del gruppo, due comitive da quaranta persone circa, che si sono incontrate per sciare in Trentino con altre decine di concittadini.
Finita la vacanza, i gruppi sono rientrati in Sicilia con due voli decollati da Bergamo e Treviso oppure con mezzi privati. In quel periodo le disposizioni sulle zone rosse erano abbastanza fluide e l'Italia sarebbe poi diventata "zona protetta", ma i rientri da alcune porzioni del territorio lombardo e veneto sarebbero dovuti essere segnalati, fermo restano che l'evoluzione del contagio nel Nord del Paese era ormai conclamata.
La posizione di queste persone viene verificata dagli inquirenti e l'inchiesta potrebbe prevedere anche l'ipotesi di reato di epidemia colposa. La situazione è molto fluida e in Sicilia a mezzogiorno di oggi, giovedì 19 marzo, sono 340 i tamponi positivi.
Risultano ricoverati 179 pazienti (24 a Palermo, 91 a Catania, 16 a Messina, 2 ad Agrigento, 9 a Caltanissetta, 11 a Enna, 3 a Ragusa, 15 a Siracusa e 8 a Trapani), 36 dei quali in terapia intensiva, mentre 142 sono in isolamento domiciliare, quindici sono guariti e quattro deceduti.




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