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| 09 nov 2020 | 14:22

Coronavirus, in Veneto arrivano le tende della Protezione civile fuori dagli ospedali. Zaia: ''Inseriremo anche i test antigenici nel numero dei tamponi fatti e comunicati''

Il governatore veneto spiega "Da domani il Veneto inserirà anche i test rapidi nel numero dei tamponi per il Covid  che attualmente comprende solo i molecolari  perché sono migliaia ogni giorno, altrimenti il dato ci penalizza rispetto ai positivi". Stop agli assembramenti: "Ho visto foto imbarazzante nel weekend per colpa di pochi tutti rischiamo di rimetterci"

Coronavirus, in Veneto arrivano le tende della Protezione civile fuori dagli ospedali
di Redazione

VENEZIA. Sono ancora alti i contagi in Veneto. Secondo l'ultimo bollettino sono 2223 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore oltre a 21 nuovi decessi. Salgono di oltre un centinaio (113) le persone che si trovano ricoverate in area non critica e aumentano a 203 le terapie intensive.

Il governatore Zaia ha sottolineato l'aumento dei contagi e l'andamento in crescita, purtroppo, della curva epidemiologica.

 

“La pressione a livello ospedaliero si sente – ha spiegato il governatore in conferenza - e io ringrazio tutti gli operatori che stanno lavorando  e rischiando con il virus” sottolineando come le strutture siano pronte ma a mancare sono medici e infermieri. "Installeremo di tende riscaldate fuori dagli ospedali. Saranno presidiate dalla protezione civile in caso di emergenza estrema" . Per quanto riguarda i dati sui positivi, Luca Zaia ha spiegato che da domani sul bollettino nazionale nei dati del Veneto verranno caricati anche i test rapidi.

 

Da domani – le parole del governatore - il Veneto inserirà anche i test rapidi nel numero dei tamponi per il Covid - attualmente comprende solo i molecolari - perché sono migliaia ogni giorno, altrimenti il dato ci penalizza rispetto ai positivi". In Veneto, mediamente, secondo i dati forniti, vengono effettuati circa 20.000 tamponi molecolari al giorno, e circa 10.000 test rapidi. Stessa conteggio dovrebbe essere fatto anche dall'Emilia Romagna.

 

 

Zaia è poi tornato a chiedere una mano ai cittadini per affrontare questa fase dell'epidemia che vede il Veneto in peggioramento. “ A livello ospedaliero – ha spiegato – l'emergenza si può gestire se i cittadini ci danno una mano”. Il governatore ha quindi stigmatizzato alcune situazioni che si sono viste in questo fine settimana con assembramenti causati spesso da aperitivi o castagnate. "Ho visto foto imbarazzanti di piazze piene come se non ci fosse un domani - ha affermato Zaia - per colpa di pochi tutti rischiamo di rimetterci". 

 

C'è il rischio di arrivare ad un punto di non ritorno nella gestione degli ospedali e delle risorse. “Il sistema sanitario tiene, ma ha un limite, non è infinito” ha affermato il governatore. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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