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Coronavirus, la Cina testa il primo vaccino sui militari. E intanto l'Oms ammonisce: “Il peggio deve ancora arrivare. Divisioni politiche favoriscono pandemia”

Mentre dall'Organizzazione mondiale della sanità arrivano messaggi ammonitori sul futuro, nel mondo si continua a cercare un vaccino capace di immunizzare la popolazione. In Cina un'equipe di militari e civili ha dato avvio ad una sperimentazione, ormai ben avviata, con cui i soldati dell'esercito dovrebbero sottoporsi al test

Pubblicato il - 30 giugno 2020 - 10:06

TRENTO. Sono passati oramai sei mesi dall'inizio della pandemia che ha sconvolto il mondo. I contagi hanno superato i 10 milioni, i morti i 500mila, ma se l'Europa pare essersi stabilizzata dopo la messa in campo di misure straordinarie volte ad arginare la diffusione dell'epidemia, nel resto del mondo la situazione rimane preoccupante.

 

È la stessa Oms, tramite il suo direttore generale Tedros Ghebreyesus, a lanciare un segnale che ha poco di incoraggiante, immaginando una stagione autunnale all'orizzonte in cui la curva dei contagi dovrebbe riprendere a salire vertiginosamente. “Il peggio deve ancora venire – ha dichiarato nella consueta conferenza stampa di fine settimana scorsa – con questo ambiente e queste condizioni temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi”.

 

A preoccupare sono soprattutto l'Asia e l'America, dove il virus galoppa, sfruttando la grande densità di popolazione e le scarse misure di sicurezza messe in campo dai governi. Se gli Stati Uniti, travolti dalle proteste razziali, si trovano in grande difficoltà, non tanto meglio se la vede la Cina, dove alcuni casi alle porte di Pechino hanno seminato il panico, spingendo il governo a chiudere una città da 400mila abitanti. 

 

E se la situazione mondiale pare alquanto angosciosa, la più grande speranza si ripone nello sviluppo di un vaccino, con la ricerca che sta testando i primi risultati in una corsa contro il tempo che vede impegnate decine di equipe su tutto il globo. Nel mentre, proprio dall'Oms, viene inviata una squadra di ricercatori in Cina per investigare sulle origini. 

 

Dal gigante asiatico, dove si stanno sperimentando alcuni dei più promettenti antidoti, arrivano delle prime notizie – si spera confortanti. In attesa di capire l'efficacia, il governo testerà un vaccino sui militari, dopo che già da marzo erano cominciate le prime sperimentazioni su un piccolo nucleo di uno dei più grandi eserciti del mondo.

 

Prodotto da un vaccino per l'ebola, l'antidoto cinese ha passato le prime due fasi in maniera positiva e si appronta ad essere inoculato in un numero rilevante di soldati. Sviluppato da un'equipe medica dell'Accademia militare delle scienze mediche e dall'azienda CanSino Biologics, il vaccino non ha finora dato alcun esito negativo per quanto riguarda gli effetti collaterali, dimostrandosi piuttosto buono nel costruire la “risposta immunitaria” al virus.

 

Mentre dunque interi reparti dell'esercito cinese si preparano a vedersi somministrare il vaccino, la speranza è che la sua efficacia dimostrata permetta di utilizzarlo anche sui civili. A riguardo, da Pechino giungono promesse di distribuzione al resto dell'umanità. Gli effetti in campo politico e diplomatico potrebbero essere rilevanti, ma vista la poca trasparenza nella comunicazione dovuta allo specifico sistema politico cinese, sull'efficacia rimane un grande punto interrogativo.

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