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Coronavirus, l'attore Castelli: ''Solo gli imbecilli possono pensare che i teatri siano da considerare cose superflue''

Il nuovo Dpcm mette nero su bianco la chiusura di teatri e cinema. In queste ore verrà fatta conoscere la nuova ordinanza di Fugatti e si capirà se la strada seguita è quella di Bolzano con la deroga alle regole nazionali o Roma

Di G.Fin - 26 ottobre 2020 - 14:52

TRENTO. “Solo gli imbecilli possono pensare che i teatri siano da considerare cose superflue”. L'attore Andrea Castelli non cerca di certo scorciatoie per definire le nuove regole che sono state inserite nel Dpcm firmato ieri dal presidente Giuseppe Conte e che colpiscono duramente il mondo della cultura. Regole alle quali Bolzano ha già deciso di derogare consentendo a teatri e cinema di rimanere aperti (ovviamente con il rispetto di tutti i protocolli per il contenimento del coronavirus). Non così, invece, per il momento, Trento. Qui occorre capire cosa il governatore Fugatti intende fare e per saperlo bisogna attendere l'ordinanza che dovrebbe arrivare proprio in queste ore.

 

Intanto, però, tutto il mondo della cultura è già sceso in campo per rivendicare il proprio ruolo anche in momenti d'angoscia come quelli che si stanno vivendo in queste settimane. Il ritorno dell'incubo del coronavirus, le regole sempre più rigide e le limitazioni spaventano. Senza contare che le decisioni che vanno a colpire le “categorie” culturali potrebbero davvero essere fatali per un settore già messo in ginocchio.

 

“Io sono avvilito perché non c'è buon senso in queste cose. Sembra che non sia mai andato a teatro uno che si inventa una cosa del genere” dice Andrea Castelli. Non si tratta ovviamente di contrapporre il teatro con altro. Ma di preservarne il ruolo essenziale per il benessere di molti. Perché il teatro salva ciò che alcuni non vedono.

 

A me vanno bene le regole, non sono un negazionista, rispettiamole” continua l'attore. “Ma se siamo a questo passo lo dobbiamo a chi ha diffuso una certa ribellione alle regole e sappiamo di chi parliamo”. Le regole, ovviamente, devono avere una logica. A teatro, come più volte ripetuto in questi giorni dagli addetti ai lavori, si possono garantire distanziamenti e una certa sicurezza a differenza di tante altre situazioni. “Questi il teatro l'hanno visto solo da fuori” ha concluso castelli.

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