Coronavirus, oltre 128mila contagi e 15887 decessi. La Spagna supera l'Italia per infetti
Mentre nel mondo la Spagna supera l'Italia per numero di contagi e gli Stati Uniti si pongono alla guida del contagio, la penisola continua a registrare il maggior numero di decessi. Sono 128948 i casi, 15887 le vittime, ma i numeri danno segni di flessione

TRENTO. Mentre i numeri dell'epidemia nel mondo montano sempre più, con gli Stati Uniti che si pongono alla testa per numero di contagi e la Spagna che supera l'Italia, la penisola continua a rappresentare il primo Paese al mondo per numero di morti, ben 15887 al 5 di aprile. Una cifra, come evidenziato dalla Protezione civile, aggiornata dai 525 decessi di domenica e pertanto in flessione rispetto alle giornate precedenti.
“La curva scende – ha commentato l'Istituto Superiore di Sanità – se i dati confermano potremo cominciare a pensare alla fase due”. Accanto al calo nei decessi, nondimeno, nella giornata di domenica si sono registrati perfino quello delle persone ricoverate con sintomi e dei posti letto occupati in terapia intensiva, valori che hanno per la prima volta mostrato un decremento.
La situazione globale vede dunque 128.948 casi in Italia, di cui 91246 attualmente positivi, 21815 dimessi/guariti e 15887 decessi. Tra i casi positivi si registrano 28949 ricoverati con sintomi, 3977 pazienti in terapia intensiva e 58320 persone in isolamento domiciliare.
Le regioni con più contagiati continuano a essere Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte. Nella giornata di domenica 5 aprile, il Trentino ha registrato più 58 casi e 7 vittime, con un bilancio che è salito a 3042 contagiati complessivi e 217 morti.
“I decessi sono ancora tanti – ha spiegato il presidente Maurizio Fugatti – i contagi diminuiscono ma restano alti, mentre ci sono 80 pazienti in terapia intensiva. I numeri ci dicono che dobbiamo tenere alta la guardia. Anche a livello nazionale c'è la tendenza alla stabilizzazione, questo significa che se dovessimo allentare la presa, il contagio ripartirebbe. Non c'è ancora una soluzione della malattia”.














