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Coronavirus, sesto caso di contagio. E' un uomo della val di Non

E' un trentino di 41 anni, il quale domenica 1 marzo si è recato al pronto soccorso dell'ospedale di Cles. A comunicarlo in Aula il presidente Maurizio Fugatti nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 marzo: "Si è presentato in ospedale per una polmonite batterica che poi si è successivamente tramutata in interstiziale"

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2020 - 17:02

TRENTO. C'è un sesto caso di coronavirus. E' stato registrato all'ospedale di Cles. "Le condizioni dell'uomo sono discrete e in questo momento è ricoverato in isolamento", queste le parole del presidente della Provincia.

E' un trentino di 41 anni, il quale domenica 1 marzo si è recato al pronto soccorso del nosocomio in val di Non. 

 

A comunicarlo in Aula il presidente Maurizio Fugatti nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 marzo: "Si è presentato in ospedale per una polmonite batterica che poi si è successivamente tramutata in interstiziale. Ma è stato comunque eseguito il tampone e un triage classico per l'ipotesi di coronavirus".

 

E' stata poi registrata la positività. "Secondo le prime analisi e indagini - aggiunge il presidente - ma anche per l'attività professionale che conduce, riteniamo probabile che il contagio abbia avuto origine per la frequentazione di persone non trentine".

 

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari cercano, come per tutti i casi fin qui accertati, di ricostruire i contatti. "L'uomo dovrebbe vivere da solo - evidenzia Fugatti - ma questa informazione deve essere confermata. Ma se questo fosse confermato il quadro epidemiologico sarebbe più semplice. La situazione è però evidentemente in divenire. Le condizioni dell'uomo sono discrete, in questo momento è ricoverato in isolamento al reparto di Cles. Siamo in fase di approfondimento per definire completamente tutto".

 

Nei giorni scorsi, proprio a Cles, erano state montante le tende sanitarie per un "posto medico avanzato" ma sono state quasi subito smontate. Dovevano rappresentare una specie di confine per evitare che eventuali pazienti affetti da coronavirus arrivassero dentro il pronto soccorso prima dell'individuazione. L'Apss, in accordo con la Provincia, aveva poi deciso di usare degli spazi interni per impattare meno sulla popolazione.

 

Questo caso, quindi, non rientra in quelli registrati in questi ultimi giorni e legati al pullman di 42 persone che si sono recate verso Assisi (Qui articolo), cinque casi che hanno portato alla sospensione delle lezioni in altrettanti istituti del capoluogo (Qui articolo). Ancora incertezze sulla chiusura degli istituti decisa a livello nazionale e per tutta Italia: "Non sappiamo ancora nulla", conclude Fugatti.

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