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Primo caso trentino di coronavirus, Fugatti: ''Le scuole intanto restano aperte. Cerchiamo di ricostruire i contatti della donna''. VIDEO ALL'INTERNO

L'annuncio è arrivato nella serata di lunedì 2 marzo, e confermato dal presidente Fugatti, tutto l'esecutivo provinciale e i vertici dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. La Provincia: "Domani avremo la situazione completa e potremo prendere le decisioni del caso. Prima di dire la zona di Trento aspettiamo la conferma da Roma"

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 02 marzo 2020 - 21:25

TRENTO. C'è il primo caso di positività al coronavirus in Trentino. Una donna trentina di 83 anni è stata ricoverata al reparto malattie infettive dell'ospedale Santa Chiara di Trento

 

L'annuncio è arrivato questa sera, lunedì 2 marzo, e confermato dal presidente, Maurizio Fugatti, tutto l'esecutivo provinciale e i vertici dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. 

 

La donna di Trento è stata ricoverata nella tarda serata di domenica a causa di quella che sembrava una sindrome influenzale sfociata in una polmonite. Nella giornata di oggi è stato eseguito un tampone, così è stata accertato il caso di coronavirus. 

 

 

I Nas sono in viaggio per portare le analisi all'Istituto superiore di sanità per gli ulteriori accertamenti e controlli, ma soprattutto per la conferma da Roma. "In queste ore - dice Fugatti - vengono portate avanti le indagini per verificare i contatti e la vita familiare, così come cercheremo di ricostruire gli ultimi giorni. Domani saremo in grado di produrre un'analisi puntuale di questo caso di coronavirus e prendere i provvedimenti necessari. Ricevuta al pronto soccorso e constati i sintomi ha indossato la mascherina e quindi è stata portata in una saletta riservata. Prima di dire la zona di Trento, aspettiamo le conferme da Roma".

 

Gli istituti scolastici restano aperti. "Non possiamo - aggiunge il presidente - sospendere le lezioni in questo momento. Fino adesso non abbiamo avuto casi e quindi avevamo preso determinate decisioni, come previsto anche a livello nazionale. A Bolzano c'è stato un caso e non hanno chiuso. Non abbiamo ancora un quadro chiaro, le informazioni sono frammentarie e sembra che viva da sola. Stiamo ricostruendo i rapporti sociali della donna: domani mattina o pomeriggio la situazione sarà più chiara e valuteremo le azioni sempre attraverso una mediazione tra la componente scientifica e la sensibilità dei cittadini".

 

Sono stati eseguiti anche gli accertamenti sul personale sanitario che ha accolto la donna, che si è presentata in ospedale accompagnata da un'altra persona alla quale è stato consigliato la quarantena in quanto risulta asintomatica. "Sono state attivate tutte le procedure dei protocolli - spiega Paolo Bordon, direttore dell'Apss -. Positivo che la donna abbia immediatamente indossato la mascherina e che eseguiamo i tamponi a tutte le persone ricoverate nelle strutture che presentano sintomi da polmonite anche se non sono state a zone a rischio. L'ospedale ovviamente prosegue tutte le attività e sono state prese tutte le precauzioni adeguate come la sanificazione".

 

 

L'83enne non è stata in zone a rischio ma i sintomi si sono presentati comunque e così è scattato il protocollo. "Il clima in ospedale è sereno e ci sono le competenze per gestire queste problematiche. Tutte le precauzioni - commenta Antonio Ferro, direttore del Dipartimento prevenzione - si sono rivelate utili, come il pre-triage e l'applicazione del tampone con la presenza di sintomi che coincidono con una diagnosi di polmonite. Un caso in Trentino è stato previsto, un evento considerato probabile e che sarebbe stato solo questione di tempo. E' importante capire come è successo, se può essere isolato oppure se è isolabile".

 

 

E' il secondo caso in Regione in quanto segue il 31enne di Terlano che si trova in isolamento al Reparto malattie infettive dell’ospedale di Bolzano e confermato anche dalle analisi dell'Istituto superiore di Sanità a Roma (Qui articolo), mentre agli altri quattro test avevano dato esito negativo ai test (Qui articolo).

 

Nelle scorse settimane, come noto, si sono verificati alcuni casi di contagio da coronavirus tra Fai della Paganella (Qui articolo) e Dimaro (Qui articolo), in quel caso di trattava di turisti lombardi che hanno presentato i sintomi e sono stati trasferiti nella Regione di provenienza non appena piazza Dante e le autorità sanitarie hanno ricevuto la notizia e la conferma della positività. 

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