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Coronavirus, Fugatti chiude cinque scuole, gli studenti di 14 istituti: ''Provvedimento inadeguato: tutti gli altri esposti al rischio''

I rappresentanti interni di 14 istituti di Trento manifestano la contrarietà alla decisione di sospendere le lezioni in sole cinque scuole (LETTERA ALL'INTERNO). Il presidente della Consulta provinciale degli studenti Divan (Lega): "Fermamente contrario a questa iniziativa: niente scioperi, niente adunate e niente insulti al presidente Fugatti". La Pat: ''Chiudere tutto sarebbe stato sproporzionato. In arrivo altri gel disinfettanti'' 

Di Luca Andreazza - 04 marzo 2020 - 05:01

TRENTO. "Vogliamo esprimere la preoccupazione degli studenti". Così i rappresentanti degli istituti Da Vinci, Scholl e Rosmini, Artigianelli, Prati e Buonarroti, liceo delle arti Vittoria, Galilei, Sacrocuore, Arcivescovile e Bonporti, Centro Moda Canossa, Sandro Pertini e Tambosi dopo la decisione della Provincia di sospendere le lezioni in cinque scuole (Qui articolo). Una lettera delle rappresentanze studentesche che pubblichiamo sotto in forma integrale.

 

Dopo il primo caso trentino di coronavirus, sono stati ricostruiti i contatti: il contagio è avvenuto in un viaggio verso Assisi che si è svolto tra il 21 e il 23 febbraio. A bordo del pullman c'erano 42 persone, il paziente indice è stato un frate (Qui articolo).

 

L’Apss ha contattato tutti i partecipanti al pellegrinaggio e posto sotto osservazione alcuni casi, 39 persone sono ora in quarantena. Ci si preoccupa in questa fase di monitorare i parenti dei quattro positivi: ci sono cinque nipoti, che sono studenti in altrettanti istituti. Da qui la scelta di sospendere le lezioni fino a lunedì 9 marzo alle scuole Galileide GaspariSacra FamigliaSalesiani per Trento e Marconi Rovereto per un totale di circa 3.500 studenti a fronte di 70 mila studenti.

 

"Questo provvedimento - dicono gli studenti - vede coinvolte solo cinque scuole (di cui due superiori) e non impedisce che grandi assembramenti di studenti all’interno di istituti molto più numerosi oppure con concentrazioni maggiori, rimangano esposte a un rischio che è concreto ora più che mai".

 

I dubbi riguardano la continuazione dell’attività didattica negli altri istituti. "L’utilizzo quotidiano dei mezzi pubblici - aggiungono i rappresentanti interni - spesso affollatissimi da studenti per raggiungere le scuole con quindi una possibilità di contagio che rimane alta, la circolazione del virus all’interno della città che prevede un tempo di incubazione tra i 2 e gli 11 giorni, nonché la possibilità non trascurabile di decorsi asintomatici della malattia, e infine la chiusura di poche scuole all’interno di uno stesso centro cittadino vede questo provvedimento di soli cinque giorni inadeguato per una prevenzione efficace e il contenimento di un fenomeno simile nell’immediato futuro".

 

Una richiesta è quella di ricorrere alle lezioni online. "Si potrebbe lanciare per tutte le scuole - evidenziano gli studenti - la possibilità facoltativa di far frequentare agli studenti lezioni telematiche, così da poter almeno in parte recuperare o proseguire il programma di studio e confrontarsi con i propri docenti".

 

Semaforo rosso dal presidente della Consulta provinciale degli studenti. "Le decisioni - commenta Leonardo Divan della Lega - sono state prese dalla Provincia con coscienza e seguendo le indicazioni delle persone più competenti, come il personale medico e tecnico. La scelta non è politica ma vuole tutelare la salute pubblica e sono fermamente contrario a questa iniziativa: la preoccupazione degli studenti va rilevata e determinata attraverso l'ascolto vero e non con un ascolto avendo un'idea prevenuta e senza dare allo studente la possibilità di esprimersi e dare la propria opinione".

 

La Consulta chiede collaborazione a tutte le componenti scolastiche. "Si deve mantenere la calma e collaborare a tutti i livelli, quello istituzionale e quello non istituzionale per garantire a tutti la sicurezza e la salute. Ho provveduto - prosegue Divan - a inviare una lettera a Trentino trasporti per chiedere una maggiore rispetto delle norme decise in data 28 febbraio. Le scuole devono dare il proprio contributo tra studenti, personale, dirigenze per superare questo momento complesso nel migliore dei modi: niente scioperi, niente adunate e niente insulti al presidente Fugatti in quanto non possono portare a una risoluzione di una controversia".

 

Nel frattempo anche la Provincia chiarisce il motivo della chiusura di soli cinque istituti. "Una scelta dal significato precauzionale - spiega il presidente Maurizio Fugatti - che si accompagna ad altre già adottate per le scuole, riguardanti le norme igieniche e gli altri comportamenti da osservare all’interno degli istituti per evitare possibili contagi".

 

Perché si è ritenuto di non chiudere tutte le scuole? "L’eventualità di una diffusione del contagio - prosegue il presidente - è già molto remota negli istituti frequentati dai cinque studenti che si stanno monitorando. Va detto che su una base puramente scientifica non sarebbe stato necessario provvedere nemmeno alla chiusura di questi istituti. Chiudere tutte le scuole è un provvedimento straordinario che oltretutto lo Stato ha previsto solo in determinati casi, diversi da quanto si sta verificando in Trentino: nella situazione attuale una tale scelta risulterebbe sproporzionata proprio alla luce del fatto che si è riusciti a identificare a circoscrivere fonti e area del contagio, esterne al mondo della scuola".

 

Si è conclusa la distribuzione di gel disinfettante: 340 il numero totale di plessi scolastici interessati. Il totale di litri di gel lavamani acquistato è di 1.700 litri e di norma si consegna 1/2 litro di prodotto per istituti con meno di 5 classi, 1 litro agli istituti fino a 10 classi, 3 litri agli istituti sopra 10 classi. Mercoledì 4 marzo è previsto l’arrivo in Trentino di un nuovo quantitativo di 1.000 litri di gel e si comincerà quindi una seconda distribuzione.

 

La lettera dei rappresentanti d’istituto della città di Trento-Chiusura scuole per coronavirus

E' uscito sui giornali e sui canali social della Provincia Autonoma di Trento il comunicato riguardo la chiusura dei cinque Istituti scolastici frequentati dagli studenti entrati in contatto con i quattro anziani risultati positivi al Coronavirus. Questa decisione è stata presa oggi (martedì 3 marzo) e come rappresentanti degli istituti Da Vinci, Scholl, Rosmini, Artigianelli, Prati, Buonarroti, Liceo delle arti Vittoria, Galilei, Sacrocuore, Arcivescovile, Bonporti, Centro Moda Canossa, Sandro Pertini e Tambosi, in seguito ad un confronto con tutte le consulte interne degli istituti citati, vogliamo esprimere la preoccupazione degli studenti come noi al riguardo: questo provvedimento vede coinvolte solo cinque scuole (di cui due superiori) e non impedisce che grandi assembramenti di studenti all’interno di scuole molto più numerose oppure con concentrazioni maggiori, rimangano esposte a un rischio che è concreto ora più che mai.

 

I nostri dubbi riguardo la continuazione dell’attività didattica nei nostri istituti sono scaturiti da alcuni principali punti: l’utilizzo quotidiano dei mezzi pubblici spesso affollatissimi da studenti per raggiungere le scuole con quindi una possibilità di contagio che rimane alta, la circolazione del virus all’interno della città che prevede un tempo di incubazione tra i 2 e gli 11 giorni nonché la possibilità non trascurabile di decorsi asintomatici della malattia, e infine la chiusura di poche scuole all’interno di uno stesso centro cittadino vede questo provvedimento di soli cinque giorni inadeguato per una prevenzione efficace e il contenimento di un fenomeno simile nell’immediato futuro. La chiusura delle scuole deve coinvolgere tutte le strutture oppure si corre il rischio che questo tentativo di limitare l’avanzamento del virus risulti inconcludente.

Noi e gli studenti siamo qui a chiedere che la Provincia prenda provvedimenti che facciano sentire al sicuro la comunità studentesca tutta e che allo stesso tempo rassicurino gli studenti che sono coinvolti in alternanza, tirocini o che dovranno affrontare la maturità.
Siamo consapevoli del danno che il percorso scolastico possa subire con una nuova chiusura di tutti gli istituti scolastici, ma siamo pronti a far sentire la voce di una comunità studentesca che sta vivendo sulla propria pelle la confusione creata da questo fenomeno e vuole cercare di affrontarlo in sicurezza.

Infine, crediamo che per ovviare in parte a questo problema, come in alcune altre regioni, si potrebbe lanciare per tutte le scuole la possibilità facoltativa di far frequentare agli studenti lezioni telematiche/online, così da poter almeno in parte recuperare o proseguire il programma di studio e confrontarsi con i propri docenti.

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