Coronavirus, spostata l'Adunata nazionale degli alpini prevista a Rimini-San Marino: ''Festeggeremo insieme la fine di questo momento difficilissimo"
Il rinvio è stato ovviamente determinato dal perdurare dell’emergenza sanitaria nazionale, che rende non realizzabile la concentrazione di alcune centinaia di migliaia di persone per tre giorni in una sola località tra Rimini e San Marino. Il presidente Favero: "Uomini e donne dell’Associazione nazionale alpini continueranno a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza"

TRENTO. L'Adunata nazionale degli alpini è stata rinviata a causa dell'emergenza coronavirus. Questa la decisione del Consiglio direttivo in accordo con il Comune di Rimini e la Repubblica di San Marino. L'edizione numero 93 inizialmente prevista dal 7 al 10 maggio slitta alla seconda metà di ottobre, anche se il comitato organizzatore si riserva valutazioni successive legate all'evolversi della pandemia.
"L’esigenza di tutelare la salute di tutti – ha sottolineato il presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero – è prioritaria. L’Adunata, che dalla fine della Seconda guerra mondiale non si è mai interrotta, è la più importante manifestazione al mondo organizzata da una Associazione d’arma, con lo spirito di amicizia e solidarietà che da sempre contraddistingue gli Alpini. Un grande messaggio di pace e fratellanza che rimane ovviamente immutato anche con uno spostamento di alcuni mesi. In autunno sarà ancora più bello ritrovarsi e, auspicabilmente, festeggiare tutti insieme la fine di questo difficilissimo momento per il nostro Paese".
Il rinvio è stato ovviamente determinato dal perdurare dell’emergenza sanitaria nazionale, che rende non realizzabile la concentrazione di alcune centinaia di migliaia di persone per tre giorni in una sola località tra Rimini e San Marino.
"Nel frattempo – conclude Favero – uomini e donne dell’Associazione nazionale alpini continueranno con immutato spirito di servizio a lavorare a sostegno degli interventi di emergenza, non solo a Bergamo, dove diventerà operativo il nostro ospedale da campo in tempi brevissimi, ma in tutto il Paese, portando ovunque il loro contributo di solidarietà e capacità, da sempre conosciuto e apprezzato".


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