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Coronavirus, sui mercatini di Natale arriva il definitivo “no” del Governo: “Vanno vietati come le fiere”

Dopo il tira e molla del Trentino a decidere per tutti ci pensa il Governo e i mercatini di Natale saltano definitivamente: “Nella nozione delle fiere, vietate dal Dpcm, rientrano anche le manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale”

Foto Archivio Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi (M. Rensi)
Di T.G. - 07 novembre 2020 - 17:46

TRENTO. Mercatini di Natale sì, mercatini di Natale no, dopo il tira e molla del Trentino a decidere per tutti ci pensa il Governo che con l’ultimo Dpcm blocca su tutto il territorio nazionale (indipendentemente dalla zona di rischio) questo tipo di manifestazioni. In Trentino il primo a intervenire era stato il sindaco di del capoluogo Ianeselli, seguito dall’Alto Adige di Kompatscher ma criticato da diversi esponenti delle Giunta Fugatti (QUI articolo).

 

“Nella nozione delle fiere, vietate dal Dpcm – spiegano da Roma – rientrano anche le manifestazioni locali con prevalente carattere commerciale”, pertanto “tali manifestazioni, anche a carattere commerciale di natura fieristica, come nel caso dei cosiddetti mercatini di Natale, ma realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati ad attività stabile o periodica di mercato, sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate”.

 

Certo le misure dell’ultimo Dpcm sono in vigore fino al 3 dicembre 2020, quindi in linea teorica ci sarebbe un margine strettissimo per gli ultimi irriducibili ma pare improbabile che dopo gli sforzi messi in campo (sperando peraltro che la situazioni migliori entro la fine del mese, fatto che non è scontato) il Governo torni sui suoi passi scegliendo di allentare fino a tal punto le restrizioni. Di conseguenza, almeno per quest’anno, i mercatini di Natale non ci saranno.

 

Nel frattempo arrivano altre precisazioni anche per le attività di ristorazione come bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie che potranno rimanere aperte dopo le 18 esclusivamente per il servizio da asporto e massimo fino alle 22, con il divieto per gli avventori di consumare sul posto o nelle adiacenze.

 

In tal senso, l’unica deroga, che offre la possibilità di restare aperti oltre le ore 18, vale solo per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che si trovano nelle aree di servizio e rifornimento carburante delle autostrade (quindi non extraurbane e secondarie), negli ospedali e negli aeroporti, con l’obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

 

Per quanto riguarda invece, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, trattandosi di attività subordinate e collaterali rispetto a quella principale, la somministrazione di alimenti e bevande è vietata anche perché queste strutture dovranno rimanere chiuse.

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