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Coronavirus, tre nuovi contagi a Levico. Il sindaco: ''Non sembrano legati a situazioni note e non sono collegati tra loro. E' il momento della verità. Rispettiamo le regole''

Se da un lato il Trentino ha deciso di imboccare la strada delle riaperture (fondamentali per ripartire) dall'altra continua a far segnare diversi contagi (ieri 48 su meno di 2.000 tamponi quando, per esempio, in Veneto ne sono stati trovati 77 su oltre 9.000 tamponi). Ai trentini è, quindi, richiesto un impegno doppio rispetto alla gran parte dei concittadini del Paese nel rispettare le regole e ora è proprio il momento di non abbassare la guardia

Di Luca Pianesi - 07 May 2020 - 10:21

TRENTO. ''Sono tre i nuovi casi di contagio che oggi interessano la nostra comunità. Dalle indagini che fino ad ora ci è stato possibile effettuare, i casi non appaiono legati a situazioni già note in precedenza, non sono legati tra loro e non sembrano essere collegati a Strutture Socio Sanitarie''. Il sindaco di Levico Gianni Beretta ha dato un segnale forte alla sua comunità ieri sera. Un segnale che deve, necessariamente, valere per tutti in un Trentino che continua a trovare casi di persone positive e che quindi deve tenere altissimo il livello di attenzione. Ieri nella provincia di Trento sono state 48 le persone trovate positive (su circa 2.000 tamponi fatti) e ancora 4 quelle morte con coronavirus per un totale di 4.954 contagi certificati dall'inizio dell'epidemia e 438 morti.

 

Nonostante la curva del contagio, il Trentino si è agganciato ai territori dove la situazione è notevolmente migliore (come l'Alto Adige che ieri ha segnato 1 contagiato su oltre 1.000 tamponi e zero decessi, o il Veneto che ieri ha trovato 77 positivi su circa 9.300 tamponi) spingendo sulle aperture già da metà aprile, per far fronte a una pericolosa recessione economica, di fatto già in atto. E' importante capire, quindi, che l'impegno dei trentini deve essere doppio in questa fase rispetto ai nostri concittadini di buona parte del resto del Paese.

 

Lavorare è vitale, fondamentale, tornare a correre, passeggiare, andare in bicicletta anche da un comune all'altro è bellissimo dopo due mesi di lockdown, prendere i mezzi pubblici, incontrare parenti, camminare in città, ora anche bersi un caffè sulla panchina o mangiarsi un gelato mentre si va a spasso sono libertà che da troppo tempo non riuscivamo a prenderci. Però c'è il rovescio della medaglia di questa situazione. C'è un territorio che si sta aprendo più di altri nonostante abbia un contagio più alto degli altri e i dati e i morti che ogni giorno vengono registrati lo dimostrano.

 

Tre persone contagiate in una comunità come Levico che ne aveva fatte registrare 121 fino a ieri (molte legate a strutture socio sanitarie) non sono poche. Per questo condividiamo l'appello del sindaco Beretta: ''Stiamo attraversando una fase veramente delicata, più volte ho richiesto a tutti la massima collaborazione per avere un livello generale di attenzione molto alto. Questo, in qualche modo, rappresenta il momento della verità, vi chiedo quindi, nuovamente, di continuare nel percorso di responsabilità che come Comunità in questi lunghi mesi abbiamo adottato. Mi rivolgo nuovamente ai ragazzi ed alle loro Famiglie, fate tutto il possibile affinché le regole vengano rispettate. Sappiamo benissimo che non è né bello né comodo uscire di casa con le mascherine, tuttavia il fatto di non indossarle, come quello di non rispettare le distanze, rappresenta un gioco che non vale decisamente la candela''.    

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