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Escursionista disperso, ripartono le ricerche di Daniele. In campo i droni e l'elicottero di Trento che sta usando la tecnologia 'Recco'

Sono operative una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Schio, coordinatore della ricerca, Padova, Arsiero, Asiago, Verona e Recoaro - Valdagno, nonché il Soccorso speleologico, della Protezione civile di Caltrano, Valle dell'Agno, Schio, Lugo, Cogollo, dei Vigili del fuoco

Pubblicato il - 29 gennaio 2020 - 14:55

PASUBIO. E' il quarto giorno di ricerca sul Pasubio per Daniele, l'uomo di 42 anni scomparso sabato scorso. Di lui non si sa più nulla da quando ha parcheggiato la sua auto al Rifugio Balasso per una camminata dalla quale non ha più fatto rientro.


Le ricerche stanno proseguendo tutti i giorni. Questa mattina, attorno alle 8, sono ripartite. Dal campo base al Rifugio Balasso continuano a muoversi i gruppi in perlustrazione. Fino ad ora alcune squadre hanno rifatto la zona del Monte Cornetto, approfondendo la salita e la parte bassa boscosa del Vaio Stretto, altre hanno ripassato i punti segnalati il primo giorno dalle unità cinofile molecolari e due unità stanno setacciando la fascia basale della Val Canale.


Accanto a questo ci sono altri gruppi di soccorritori che hanno visionato la zona di Malga Baffelan e il sentiero tra Campogrosso e Camposilvano.

 

Sul campo anche i droni che sono entrati in azioni quest'oggi. Uno sui canali del Cornetto, due lungo quelli sotto la Strada degli eroi.


Sul posto è tornato nuovamente anche l'elicottero di Trento che sta sorvolando il Pasubio utilizzando l'apparecchio Recco.


Quest'ultimo è un sistema che consiste in un apparecchio elettronico denominato detettore che trasmette un segnale e in una piastrina riflettente che può essere inserita all'interno di capi d'abbigliamento, scarponi e zaini da montagna. Questo tipo di apparecchiatura è attualmente in dotazione alle squadre di ricerca del Soccorso Alpino, ciascuna delle quali ha un detettore (R9) che viene impiegato per la ricerca di travolti da valanga in tutte quelle situazioni dove le persone travolte sono prive di apparecchio Artva.

 

Sono operative una cinquantina di persone del Soccorso alpino di Schio, coordinatore della ricerca, Padova, Arsiero, Asiago, Verona e Recoaro - Valdagno, nonché il Soccorso speleologico, della Protezione civile di Caltrano, Valle dell'Agno, Schio, Lugo, Cogollo, dei Vigili del fuoco.

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