Femminicidio nel Basso Garda, Francesca strangolata e uccisa di botte. Arrestato un uomo: aveva la felpa sporca di sangue e fango
La 39enne trovata ieri dietro un cespuglio nel parco uccisa come era successo alla sua compagna di banco ai tempi della scuola, Elena Lonati trovata morta avvolta in delle buste di plastica in un sottoscala nel 2006

BEDIZZOLE. Non ci sono confessioni o ammissioni di responsabilità ma ci sarebbero i vestiti (una felpa in particolare) a stringere il cerchio delle indagini su un giovane ripreso anche dalle telecamere assieme alla Francesca prima che perdesse la vita. Dopo le prime, concitate fasi di indagine post evento (la scoperta del cadavere di Francesca Fantoni, avvenuta ieri mattina, dietro un cespuglio nel parco pubblico di Bedizzole, paese del Basso Garda) comincia a delinearsi una pista sempre più chiara e un 32enne, dopo un lungo interrogatorio, resta ancora in carcere.
Le telecamere di sorveglianza di Bedizzole, infatti, sabato sera avevano ripreso l'uomo (Andrea Pavarini conoscente di Francesca) e la donna uscire insieme da un bar. Poi si presume possa esserci stata una lite e infatti, nella piazza del paese, era stato trovato il cellulare della donna distrutto, come se fosse stato sbattuto a terra. Proprio dopo il ritrovamento dello smartphone era scattato l'allarme: la famiglia di Francesca non vedendola rincasare quella sera e preoccupata anche dal ritrovamento del telefonino avevano fatto partire le ricerche (anche perché la donna era affetta da un lieve ritardo).
La mattina di lunedì il corpo della donna è stato trovato da un carabiniere dietro un cespuglio del parco pubblico con ferite e segni di percosse. E sulla felpa trovata a casa dell'uomo fermato (e che le telecamere hanno mostrato indossare proprio quella sera) sarebbero state rinvenute proprio delle tracce di sangue e fango. Al momento, però, l'uomo non ha né confessato né saputo spiegare perché la sua felpa fosse in quelle condizioni e saranno le analisi di laboratorio a dare risposte sicuramente più esaustive.
Quel che è certo è che la donna è stata strangolata e picchiata ed è morta proprio per i colpi subiti (mentre si sta cercando di capire se possa esserci stata anche violenza sessuale). La cosa che lascia ulteriormente allibiti è che esattamente allo stesso modo era morta, nel 2006, la compagna di banco, ai tempi della scuola (frequentavano le Canossiane), di Francesca. Si chiamava Elena Lonati e aveva 23 anni quando era stata trovata senza vita sulla scala che porta al pulpito della chiesa di San Gaudenzio a Mompiano nel bresciano. Per la morte di Elena era stato condannato un giovane sagrestano di origini cingalesi, Wimal Chamila Pannamperumage, conosciuto come Camillo. Il corpo di Elena era stato trovato avvolto in delle buste di plastica sotto le scale interne della chiesa di Mompiano.













