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Fermato in piazza Dante ingerisce 29 dosi di eroina e poi in ospedale si getta dal secondo piano per non farsi arrestare ma si frattura le ossa

Il giovane dopo essere stato fermato dagli agenti di polizia era stato portato in ospedale per i controlli del caso e in attesa che espellesse dal proprio organismo la droga. Trovando una finestra aperta si è però gettato finendo in una piattaforma di lamiera

Pubblicato il - 16 December 2020 - 10:57

TRENTO. Braccato dagli agenti di polizia ha ingerito 29 dosi di eroina e portato in ospedale Santa Chiara di Trento si è gettato dal secondo piano per fuggire atterrando però su di una piattaforma in lamiera, posta a circa 10 metri dal punto da cui si è lanciato, che ha attutito la caduta, riportando però una frattura di una vertebra lombare.

 

E' successo a Trento e protagonista è uno spacciatore nigeriano di 23 anni, scarcerato lo scorso mese di maggio, dopo essere stato arrestato dalla Polizia di Trento alla fine dell’anno 2019, nel corso dell’operazione denominata “Sommo Poeta”.

 

Il giovane spacciatore è stato visto dall’unità crimine diffuso della Squadra Mobile, cedere una dose di droga ad un tossicodipendente italiano, proprio all’ingresso del sottopasso che dalla stazione porta verso corso Michelangelo Buonarroti.

 

A questo punto di agenti in borghese della Questura di Trento si sono avvicinati al pusher per bloccarlo e sequestrate lo stupefacente. Ma il cittadino straniero, appena si è reso conto che la Polizia stesse piombando su di lui, ingerito 29 dosi di eroina custodite nella bocca.

 

A questo punto, d’accordo con il magistrato di Turno, l’uomo è stato portato all'Ospedale Santa Chiara per essere sottoposto ad una Tac e poi sottoposto alle cure del caso perché se si fossero frammentate nell’apparato digerente le dosi ingerite, la droga, una volta entrata nell’organismo, avrebbe potuto scatenare un’overdose, letale per il giovane.

 

E' stato quindi ricoverato in una stanza singola posta al secondo piano del reparto di medicina generale dell’ospedale di Trento, in attesa che espellesse dal proprio organismo la droga, non ancora in stato di arresto proprio perché non aveva ancora evacuato la sostanza psicotropa.

 

Approfittando del fatto che, a causa del pericolo di contagio da coronavirus, una delle finestre fosse stata lasciata aperta per areare l’ambiente, con un balzo fulmineo dal letto, il giovane spacciatore si è lanciato nel vuoto dal secondo piano del reparto, nel tentativo di sfuggire all’arresto da parte della Polizia di Stato.

 

Il giovane cittadino extracomunitario è atterrato su di una piattaforma di lamiera, posta a circa 10 metri dal punto da cui si è lanciato, che ha attutito la caduta, riportando una frattura di una vertebra lombare. Attualmente è ancora ricoverato al Santa Chiara perché necessita di cure adeguate ed è stato anche sottoposto ad un intervento chirurgico per ridurre la frattura. Ma non versa in pericolo di vita.

 

Considerato che non può muoversi, gli agenti della Squadra Mobile hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Trento lo spacciatore e sequestrato le 29 dosi, nel frattempo espulse dal pusher.

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