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I francescani abbandonano Cavalese, il Provinciale: ''Drammatica situazione delle vocazioni''. Sconforto e tensione con la popolazione

Tra i cittadini forte lo sconforto per la perdita della comunità francescana. Non è mancata la tensione durante il confronto soprattutto quando si è tacciato il Provinciale di “scarsa umanità, di non avere a cuore il convento e di volerlo gestire come un’azienda”

Pubblicato il - 22 August 2020 - 10:17

CAVALESE. Una serata tutt'altro che tranquilla quella che si è tenuta mercoledì alla chiesa dei frati francescani di Cavalese. Un incontro chiarificatore tra il responsabile dei francescani di tutto il Nord Italia e i cittadini per spiegare la decisione di chiusura del convento. Un incontro auspicato da molti che non sembra, però, aver tranquillizzato la popolazione.

 

Il Provinciale fra Enzo Maggioni ha parlato di dispiacere per la chiusura del convento e per la necessità di spostare i frati. La realtà dei fatti parla però di drammatica situazione delle vocazioni, di numero sempre maggiori di frati anziani e del fatto che negli ultimi anni sono stati 120 i decessi a fronte di poche unità di nuove vocazioni.

 

Ci sono poi edifici da gestire, circa un centinaio, di cui solo cinquanta abitati e gli altri a rischio di diventare dei ruderi. Impossibile quindi mantenere lo status quo con le attuali forze in campo.

 

Nel corso della relazione il Provinciale ha fatto anche sapere di aver scritto a tutti i vescovi del nord Italia, tra cui il nostro, palesando la necessità di lasciare diversi conventi e chiedendo loro aiuto affinché non cadano in stato di abbandono, ma trovino altre modalità di utilizzo all’interno della comunità cristiana.

 

“Cavalese non vede nuovi frati giovani da più di 15 anni – è stato spiegato - questo spiega più di qualsiasi altra parola come la scelta sia legata anche alla necessità di offrire ai frati presenti, anziani e in qualche caso in precarie condizioni di salute, la possibilità di vivere in comunità più adeguate, che li possano accudire e valorizzare”.

 

Tra i cittadini forte lo sconforto per la perdita della comunità francescana. Non è mancata la tensione durante il confronto soprattutto quando si è tacciato il Provinciale di “scarsa umanità, di non avere a cuore il convento e di volerlo gestire come un’azienda”.

 

Fra Enzo ha cercato di rispondere a tutti, richiamando l’attenzione sull’altro lato della medaglia, quello della realtà dei fatti, e all’obbligo morale di garantire ai suoi frati condizioni di autentica vita fraterna.

La serata si è chiusa con l’invito di fra Enzo a provare a superare il comprensibile disorientamento e a trasformare la difficoltà in occasione di crescita per tutti.

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