Il Patt vuole far inserire il Santuario di San Romedio nel patrimonio Unesco
La proposta delle Stelle alpine: “Ora che il Santuario di San Romedio è stato perfettamente restaurato e consolidato si potrebbe avviare l’iter per l’ottenimento del riconoscimento quale Patrimonio dell’Umanità”
 A destra lo stesso santuario foto di Angela Stefanoni (Wikipedia).jpg?itok=7pYxsEl6)
TRENTO. Eretto su uno sperone di roccia, nel contesto geografico della Val di Non più precisamente all’interno del territorio del comune di Predaia, il santuario di San Romedio rappresenta a detta di molti uno dei più interessanti esempi di arte cristiana medioevale del Trentino.
Il santuario è composto da una serie di strutture collegate: chiese, edicole e cappelle (la più antica risale all’XI secolo) sono messe in comunicazione da una scalinata di 131 gradini che conferisce al complesso una forma del tutto unica e caratteristica. Proprio grazie alla sua originalità, il complesso custodito dai frati dell’ordine di San Francesco d’Assisi, attira ogni anno circa 200mila turisti. Inoltre è diventato anche la casa di un orso (QUI la sua storia).
Proprio per queste sue caratteristiche uniche i consiglieri del Patt, Paola Demagri, Ugo Rossi e Michele Dallapiccola hanno depositato una mozione per impegnare la Giunta provinciale a valutare con l’Arcidiocesi di Trento, con i Comuni di Predaia (Coredo), Sanzeno, e Romeno, con la Comunità della Val di Non e con l’Apt di avviare presso l’Unesco l’iter per il riconoscimento del Santuario di San Romedio quale “Patrimonio dell’Umanità”.
“Il documento concordato da Provincia, Curia, Comunità della Val di Non e comuni di Coredo (ora Predaia), Sanzeno e Romeno prevedeva interventi per circa 2,6 milioni di euro” affermano gli autonomisti che poi ricordano come il 20 giugno 2013, rispondendo a un’interrogazione l’allora il vice presidente della Pat Alberto Pacher annunciò: “vista la valenza culturale e l’unicità che lo contraddistingue, si ritiene che il complesso di San Romedio possa avere le caratteristiche per ambire ad essere dichiarato sito del Patrimonio dell’Unesco”.
Lo stato del Santuario è ottimo, i lavori di restauro infatti si sono conclusi da qualche anno, e per la valorizzazione del luogo sacro era stato siglato un accordo nel maggio 2011 con un protocollo d’intesa che prevedeva la riqualificazione di siti e aree adiacenti per il miglioramento dell’offerta turistica legata all’eremo. “Ora che il Santuario è stato perfettamente restaurato e consolidato si potrebbe avviare l’iter per l’ottenimento del riconoscimento”, sottolineano le Stelle alpine che si sono fatte carico di formulare la proposta in seno al consiglio provinciale.














