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Il santuario di san Romedio candidato a diventare patrimonio Unesco: approvata la mozione del Patt. Demagri: “Grande soddisfazione”

Il Consiglio provinciale ha approvato all'unanimità la mozione presentata dalla consigliera Paola Demagri (Patt) per candidare il santuario di San Romedio a bene sottoposto alla protezione dell'Unesco. La giunta dovrà avviare le pratiche

Pubblicato il - 09 novembre 2020 - 17:51

PREDAIA. Il santuario di San Romedio verrà candidato a entrare nel novero dei beni patrimonio dell’Unesco. L’ufficialità arriva dopo l’approvazione all’unanimità di una mozione proposta dal gruppo consigliare del Partito autonomista trentino tirolese, prima firmataria la consigliera Paola Demagri, con cui si impegna la giunta provinciale ad iniziare il lungo iter che porterà alla candidatura come sito degno della protezione internazionale garantita dall’agenzia delle Nazioni unite.

 

E’ una grande soddisfazione per l’intero gruppo del Pat – ha scritto il partito in una nota – poiché ribadisce a livello provinciale l’interesse di San Romedio e l’importanza che questo sito riveste per tutto il Trentino. Negli anni non è la prima volta che la politica trentina si occupa di questo tema, che in passato era già stato evidenziato da più soggetti, ma che oggi, grazie alla mozione depositata da Demagri e l’approvazione del Consiglio provinciale all’unanimità ha fatto un ulteriore passo avanti”.

 

Il riconoscimento da parte di tutte le forze politiche, d’altronde, dimostra proprio questo: quanto tale tematica sia trasversale e quanto il maestoso e suggestivo santuario noneso rappresenti un luogo centrale nella storia del Trentino. Costruito tra il 1000 e il 1918, San Romedio sorse sulle grotte in cui si dice che il santo abbia fatto eremitaggio. Qui sono custoditi i suoi resti e scolpita nel legno la celebre scena di Romedio che cavalca un orso.

 

La leggenda narra infatti che Romedio, impossibilitato a raggiungere il vescovo Virgilio a Trento a causa dell’orso, che aveva sbranato il suo cavallo, decidesse di fare sellare il grande predatore, che docilmente si lasciò cavalcare portandolo nel capoluogo. Qui, tra la celebre scalinata e le chiese costruite nei secoli e abbarbicate l’una sull’altra, non a caso per decenni è stato custodito un plantigrado.

 

Ma l’importanza di San Romedio non si esaurisce nella sua leggendaria vicenda. Da secoli luogo di pellegrinaggio – vi passarono anche Andreas Hofer e i suoi prima di scontrarsi contro i bavaresi – il santuario è visitato ogni anno da circa 200mila pellegrini. Per la sua storia, la sua importanza e il suo fascino merita dunque, secondo i promotori della mozione e l’intero Consiglio che l’ha approvata all’unanimità, l’ingresso nel novero dei beni protetti dall’Unesco.

 

L’iter burocratico che potrà trasformare la candidatura in effettiva nomina a bene Unesco richiederà diverso tempo, con una commissione competente che ne valuterà la fattività. Raccolta e produzioni di documenti sul luogo, che certo non mancano, andranno a sostenere uno sforzo che vuole coinvolgere numerosi soggetti, dall’arcidiocesi di Trento ai Comuni nonesi di Sanzeno e Predaia, passando per l’Apt Val di Non. Tutti uniti per ottenere il riconoscimento più ambito.

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