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La cena fascista in occasione della marcia su Roma forse salterà per le misure anti-Covid. L’organizzatore: “Era difficile dire di no ad alcuni”

A quanto pare, laddove le istituzioni hanno fallito, potrebbe essere arrivato il coronavirus perché a causa delle restrizioni anti-contagio la cena fascista che celebra la marcia su Roma potrebbe essere annullata. L’intervista de ‘La Zanzara’ all’organizzatore

Foto dell'edizione del 2019
Di Tiziano Grottolo - 18 ottobre 2020 - 10:31

SALÒ (BS). Ogni anno nel comune di Salò, in provincia d Brescia, si tiene una cena del tutto particolare che richiama un manipolo di nostalgici del Ventennio che si danno appuntamento per ricordare la marcia su Roma. Per chi non lo sapesse la celebrazione riguarda l’episodio che prese il via il 28 ottobre 1922 quando circa 25mila camicie nere marciarono sulla capitale (con Mussolini che si teneva pronto a riparare in Svizzera). La vicenda terminò il successivo 30 ottobre quando il re Vittorio Emanuele III diede mandato a Mussolini di formare un nuovo governo. Un marcia accompagnata da violenze e omicidi, di fatto l’inizio della dittatura fascista.

 

Ad ogni modo, da 54 anni a questa parte, per sua stessa ammissione, Gianluigi Pezzali organizza una cena “in memoria della marcia su Roma”, o almeno così ha dichiarato nei giorni scorsi a ‘La Zanzara’, il noto programma condotto da Giuseppe Cruciani con David Parenzo. Se ogni anno la cena viene accompagnata da molte polemiche, a quanto pare, il coronavirus è riuscito dove le istituzioni avevano fallito perché la cena potrebbe essere annullata.

 

Molto probabilmente salterà tutto – non per motivi politici, ha tenuto a precisare Pezzali – ma per via del distanziamento sociale dovuto al Covid-19”. Questo perché i posti a sedere potevano bastare anche per 300 persone ma con le nuove regole molti nostalgici sarebbero rimasti esclusi. “Era difficile dire di no ad alcuni – ha ribadito l’organizzatore – quindi salterà tutto”.

 

L’ex consigliere comunale (naturalmente eletto con l’Msi) oggi dice di votare per Fratelli d’Italia: “Ho sempre considerato il fascismo un’incompiuta. Io penso che Mussolini sia stato un grande statista, non fu un eccelso condottiero ma un grande statista sì”. Mentre a Cruciani che chiede se il fascismo non sia stata una dittatura Pezzali risponde, riproponendo una vecchia congettura che tutt’al più dimostra la poca affinità con la democrazia: “Il fascismo non è stato solo olio di ricino e manganello, poi questa che non votiamo non è mica una dittatura?”.

 

Da diversi anni Salò è diventato un punto di riferimento per estrema destra e nostalgici iniziando un percorso che sta trasformando il comune gardesano in una seconda Predappio, meta di culto dei post-fascisti. Così come denunciato in più occasioni dall’Anpi (QUI articolo). Ad ogni modo non è dato sapersi se la cena sia stata effettivamente annullata, oppure se alla fine si terrà ugualmente in formato ridotto, di certo non è un gran biglietto da visita per un Comune.

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