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''La difesa dei diritti e il salario sono frutto di lotte e di sacrifici. Non possiamo indietreggiare'', la Cgil Fp in campo a sostegno dei lavoratori della Sicor di Rovereto

Diaspro: "Disdire i contratti integrativi e territoriali per assorbire gli aumenti del contratto nazionale vuol dire semplicemente scaricare sui lavoratori il costo dei rinnovi contrattuali conquistati a fatica e spesso dopo anni"

Pubblicato il - 24 agosto 2020 - 11:05

ROVERETO. “Si tratta della difesa di diritti e salario frutto di lotte e di sacrifici”, la Fp Cgil del Trentino esprima piena solidarietà e sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Sicor di Rovereto, in lotta contro la disdetta unilaterale dell’integrativo aziendale che costerebbe ai lavoratori – tra quattordicesima e incentivi – circa 3 mila euro annui.

Una mobilitazione che va avanti da ormai diverso temo e il tema riguarda tutti i lavoratori.

 

“La crisi e le difficoltà della ripresa economica – spiega Diaspro - che si preannuncia lenta e complicata sono scaricati in primis sul lavoro subordinato, a prescindere dalle reali condizioni delle aziende e dai contributi che a vari livelli di governo in questi mesi sono stati erogati al mondo delle imprese, oltre a quelli stanziati dall’Europa. Ne è prova il contrasto del mondo confindustriale alla proroga del blocco dei licenziamenti e delle misure di sostegno per lavoratori e famiglie”.
 

La lotta portata avanti dai lavoratori della Sicor viene giudicata “Sacrosanta”. “Disdire i contratti integrativi e territoriali per assorbire gli aumenti del contratto nazionale vuol dire semplicemente scaricare sui lavoratori il costo dei rinnovi contrattuali conquistati a fatica e spesso dopo anni, come il contratto della sanità privata che, dopo 14 anni e una pre-intesa siglata lo scorso 10 giugno, ancora non è stato sottoscritto da Aris e Aiop. Una vergogna contro cui è stato indetto lo sciopero nazionale e una prima manifestazione unitaria sul territorio per il 31 agosto” spiega sempre la Fp Cgil.
 

La solidarietà che si sta allargando, anche in modo tangibile, attorno alla vertenza Sicor dimostra che il mondo del lavoro può e vuole reagire. “E' un mezzuccio il dividere le varie categorie di lavoratori – contrapponendo ad esempio i pubblici ai privati come fa questa giunta con l’assessore Spinelli in testa nell’attuale vertenza della riorganizzazione provinciale – non paga”.
 

La difesa dei diritti, del salario, delle condizioni di conciliazione vita-lavoro vale per tutti, lavoratori pubblici e privati. “Insieme bisogna resistere – conclude la Fp Cgil del Trentino - e per questo ci uniamo alla raccolta fondi per la cassa di resistenza dei lavoratori della Sicor, invitando i propri iscritti e tutti i lavoratori dei servizi pubblici trentini a contribuire per sostenerne la lotta che, dopo una settimana di sciopero totale e due di sciopero a singhiozzo, prosciuga le buste paga ma non la determinazione di questi lavoratori”.

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