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Le graminacee non danno tregua agli allergici, la Mach: “Concentrazioni alte e stazionarie”

Fra gli altri pollini che possono creare non pochi fastidi ci sono anche pino, abete rosso, faggio, quercia, orniello. Calano le concentrazioni di carpino nero

Pubblicato il - 19 maggio 2020 - 11:15

TRENTO. Gli allergici dovranno prestare particolare attenzione alle graminacee dal momento che, dopo il picco raggiunto nei giorni scorsi, le concentrazioni di questi pollini rimangono ancora molto alte.

 

Questo quanto rilevato dalla Fondazione Edmund Mach che, grazie al lavoro del Centro di Monitoraggio di San Michele all’Adige, settimanalmente si occupa di diffondere il bollettino sulla concentrazione dei pollini.

 

Le graminacee dunque rappresentano il pericolo principale, con concentrazioni che sono definite alte e stazionarie. Discorso simile per i pollini delle cosiddette urticacee che però restano in concentrazioni medie, benché stazionarie rispetto la scorsa settimana.

 

 

Pure le Spore di Alternaria sono state rilevate in media concentrazione. Buone notizie per i pollini del carpino nero che stanno calando sensibilmente con concentrazioni basse.

 

La Fem mette in guardia anche dalla presenza dei pollini derivanti da pino, abete rosso, faggio, quercia, orniello, riscontrati  in concentrazioni medio-alte ma fortunatamente in calo.  Attenzione anche a sambuco, piantaggine, romice in concentrazioni medie e stazionarie. Pollini di betulla in in calo.

 

Si ricorda che per quanto riguarda la relazione fra allergie e coronavirus: “Negli studi finora disponibili – riferisce l’Istituto superiore di sanità – le allergie non sono state identificate come un fattore di rischio importante per l'infezione da SARS-CoV-2, o per un risultato più sfavorevole” (QUI articolo).

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