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Levico, nonostante i divieti per il coronavirus scoperto un asilo abusivo con 10 bambini. Denunciato il presidente dell’associazione ma rischiano anche i genitori

Scoperto all’interno di un appartamento privato un asilo abusivo che accoglieva una decina di bambini, il tutto in barba alle disposizioni governative emanate per ridurre le possibilità di contagio da coronavirus

Pubblicato il - 09 marzo 2020 - 20:49

LEVICO TERME. La norma parla chiaro ed è nota da tempo: tutte le scuole di ogni ordine e grado devono restare chiuse, troppo alto il pericolo di contagio da coronavirus. Eppure, nonostante sia entrato in vigore persino un decreto del governo, c’era qualcuno che continuava ad accogliere dei bambini, per di più in una struttura inadeguata e senza l’ombra di una licenza.

 

La scoperta è stata fatta dalla polizia locale dell’Alta Valsugana grazia alla segnalazione di una cittadina insospettita dall’inusuale via vai di bambini che facevano avanti e indietro da un appartamento privato a Levico Terme. Quando gli agenti hanno bussato alla porta probabilmente non si aspettavano di trovarsi di fronte a un vero e proprio asilo abusivo. All’interno dell’appartamento sono stati trovati una decina di bambini di un’età compresa fra i 3 e i 6 anni e con loro due educatrici. Gli agenti però hanno fondati sospetti che i bambini iscritti possano essere di più.

 

Il tutto in barba alle disposizioni, sia provinciali che governative, che chiudono tassativamente tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi asili e asili nido. Provvedimenti com’è noto che sono stati presi per ridurre le possibilità che il coronavirus si diffonda. Da quanto si apprende dalla polizia locale l’abitazione privata era stata riadattata per ospitare un asilo, c’erano persino degli attaccapanni con i nomi dei bambini, la struttura era gestita da un’associazione che però sulla carta avrebbe dovuto occuparsi di tutt’altro. L’appartamento non rispettava nessuna caratteristica relativa alla sicurezza degli spazi né tanto meno il già citato ordine di chiusura imposto dalle autorità.

 

L’asilo abusivo è stato attivo fino a ieri, lunedì 9 marzo, per il momento nelle indagini è stato coinvolta la persona che detiene la carica di presidente dell’associazione che gestiva il tutto. Ma non si esclude che nel mirino della polizia locale possano finire anche i genitori dei bambini dal momento che non potevano non sapere delle ordinanze in vigore e nonostante ciò hanno comunque continuato ad accompagnare i loro figli nella struttura.

 

Da quel che trapela si è venuti a sapere che i genitori pagavano anche una retta per garantirsi i servizi dell’associazione. Sicuramente le persone coinvolte a vario titolo saranno denunciate per aver infranto l’articolo 650 del codice penale, ovvero “Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità” che punisce chiunque non si attenga a un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene, con la pena dell’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato. In questo caso i genitori sarebbero coinvolti “in concorso”. Poi, per chi effettivamente si occupava di accudire i bambini gestendo l’asilo, ci sarebbe il discorso inerente l’esercizio abusivo della professione ma che vista la gravità di aver disapplicato un provvedimento preso tramite decreto dal Governo passa in secondo piano. Per replicare alle accuse l'associazione ha mandato una lettera di replica che trovate pubblicata integralmente QUI.

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