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''L'isolamento sta danneggiando i nostri anziani'', i familiari delle Rsa scrivono a Fugatti e Segnana: ''Ora rivedere le norme post covid19"

In una lettera il coordinamento dei famigliari delle oltre 30 case di riposo presenti in Trentino chiedono un incontro con la Provincia per una revisione delle norme e modalità di visita ai residenti delle strutture assistenziali. "Vi è l’assoluta mancanza di contato fisico ed emotivo" spiegano e si dicono pronti a sottoporsi anche a tamponi periodici

Pubblicato il - 09 agosto 2020 - 13:09

TRENTO. Un maggiore contatto fisico ed emotivo con gli ospiti senza per questo precluderne la sicurezza. E' questo uno dei temi che sono stati posti in una lettera inviata al presidente della provincia Maurizio Fugatti e all'assessora Stefania Segnana dal coordinamento dei famigliari delle oltre 30 case di riposo presenti in Trentino.

 

I rappresentanti dei familiari hanno chiesto un incontro urgente al fine di suggerire una revisione delle norme e modalità di visita ai residenti delle strutture assistenziali, in questa fase di post covid. La lettera di richiesta dell’incontro è stata condivisa dall’Ordine dei medici e da altri ordini professionali della Provincia.

 

“Ci siamo riuniti – viene scritto nel documento – allertati dagli effetti devastanti delle chiusure che ravvisiamo sui nostri parenti, fortemente segnati dal lungo distacco. Il confronto attivo, prima tra noi rappresentanti e poi con i parenti degli ospiti che siamo a rappresentare, testimonia infatti giorno dopo giorno una situazione sempre più preoccupante”.

 

I familiari sono convinti che misure a favore del benessere psico-fisico dei loro cari, anziani, malati, invalidi e disabili all’interno delle strutture, a distanza di 5 mesi dal distacco imposto dalle chiusure, possano essere adottate, anche con un’auspicabile rapida revisione dei Protocolli, senza compromettere in alcun modo la sicurezza, che concordiamo essere primaria e fondamentale per tutti, nel quadro complessivo della sanità pubblica.

 

L'obiettivo è quello di arrivare a delle “rapide soluzioni migliorative” delle norme di riapertura a seguito dell’emergenza corona-virus, ribadendo di voler continuare a tutelare massimamente la sicurezza dei residenti delle strutture. Tra i problemi evidenziati vi è l’assoluta mancanza di contato fisico ed emotivo tra gli ospiti ed i loro familiari, le modalità di visita che non consentono di stare con i propri cari per tempi lunghi e su poche postazioni al chiuso. Vi sono poi turnazioni di visita del tutto insufficienti.

 

Vi è l'impossibilità in molte Rsa di poter far visita ai parenti che si trovano a letto. Uno stile di vita che per certi aspetti comprometterebbe la salute degli ospiti, in particolare dal punto di vista psicofisico, per via del distacco dai propri familiari e parenti. I rappresentanti forniscono anche delle proposte per quanto riguarda delle nuove modalità di riavvicinamento tra ospite e parente con delle linee guida che ammettano accessi sicuri e controllati da almeno un familiare per ospite.

 

Tra le disponibilità offerte dai famigliari vi sono quelle di sottoporsi a tamponi a scadenza periodica, di acquistare a proprie spese i dispositivi di sicurezza e di sottoporsi anche alle dovute igienizzazioni secondo la prassi già in uso con sanificazioni. Da qui la richiesta di un incontro con la Provincia per un confronto che possa portare delle soluzioni da poter adottare in tempi brevi.

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