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Niente shopping nel weekend ma via libera (con cautela) alle passeggiate al parco. Il Comune di Trento pubblica il vademecum per i cittadini

Tante sono le questioni che assillano o lasciano dubbi alla cittadinanza. D'altronde la situazione è eccezionale e le abitudini quotidiane verranno sconvolte almeno fino al 3 aprile. Per questo il Comune di Trento, sulla scorta del Ministero della Salute, ha pubblicato un breve vademecum, rispondendo così alle domande più frequenti

Di Davide Leveghi - 11 marzo 2020 - 10:06

TRENTO. Come comportarsi fino al 3 aprile? Su radio e televisione, scrivendo ai giornali o sui social, molti cittadini si pongono questa domanda, cercando di adattare la propria quotidianità alle nuove stringenti regole per evitare il contagio. Dopo l'appello del sindaco di Trento Alessandro Andreatta, che ha comunicato le disposizioni del Comune sulle attività in città, invitando la cittadinanza a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie e politiche, anteponendo la logica del noi a quella dell'io, è dalla stessa amministrazione del capoluogo che arriva un nuovo documento utile a rispondere a molte domande comuni.

 

Posso uscire a fare una passeggiata? Posso travalicare i confini comunali? E, se proprio questa settimana la nonna facesse gli anni, posso andare a festeggiarla in una bella festa di famiglia? A tutte queste questioni, piuttosto comuni e ricorrenti per i trentini e il resto degli italiani, il Comune ha offerto un vademecum a disposizione di tutti. Ecco quali sono le risposte.

 

 

Quale distanza devo tenere dalle altre persone? Come stabilito dalle autorità sanitarie, la distanza di sicurezza per evitare la trasmissione del virus, che avviene tramite le goccioline di sudore o di saliva, è di un metro. Bando alle effusioni, dunque, almeno fino al 3 aprile. Men che meno, chiaramente, quando si manifesta qualche sintomo febbrile, con la colonnina di mercurio del termometro che supera i 37,5º. In quel caso, l'invito è a chiamare immediatamente il proprio medico, a non uscire per alcun motivo e soprattutto a non andare al pronto soccorso.

 

Posso andare in altri Comuni? La risposta è no, assolutamente no. Per gli spostamenti le indicazioni del Dpcm sono piuttosto chiari, nessun “travalicamento” dei confini comunali a meno di esigenze lavorative, mediche o di motivi essenziali. E, visti i controlli da parte delle forze dell'ordine, impegnate nel far rispettare le direttive, è bene avere con sé l'autocertificazione. In caso contrario, saranno le stesse forze dell'ordine a fornirle.

 

In questo momento mi trovo fuori dalle zone rosse/arancioni, in un'altra regione o all'estero, posso rientrare a casa? Certo, il ritorno al proprio domicilio è consentito. Anziani, persone immunodepresse o con patologie, invece, essendo le categorie più a rischio, devono starci ben chiuse, per evitare di essere contagiati.

 

Posso andare a messa? Posso andare al bar? In palestra? Negli uffici comunali? Le disposizioni a riguardo sono chiare. Ogni funzione religiosa e civile è sospesa. Niente messa né matrimoni, dunque, mentre per i funerali vale la regola secondo cui le manifestazioni di cordoglio devono essere espresse a voce, mentre non sarà possibile partecipare in massa al saluto di un amico o conoscente. L'ingresso ai funerali sarà dunque garantito solo alle persone più prossime.

 

Tutti gli esercizi commerciali come bar e ristoranti, invece, resteranno aperti fino alle 18. Quelli che dispongono pure della consegna a domicilio potranno esercitare il servizio mantenendo le serrande abbassate. Riders e fattorini potranno continuare il loro lavoro. In bar, ristoranti e gelaterie, la cui apertura è garantita nell'arco orario dalle 6 alle 18, si dovrà mantenere comunque il metro di distanza. La violazione di questa regola metterà nei guai i gestori, con importanti sanzioni.

 

Tutti i restanti esercizi commerciali, invece, potranno tenere aperto nei giorni feriali, esclusi i prefestivi (il sabato). I centri commerciali subiranno chiusura nei fine settimana, lasciando disponibili al pubblico i soli negozi di alimentari, le farmacie e le parafarmacie. Asili, nidi, scuole e università rimarranno chiusi fino al 3 aprile, stesso discorso per pub, cinema, palestre, discoteche, piscine, biblioteche e musei. Anche gli impianti sportivi, con l'eccezione, per gli atleti agonisti, di potersi allenare.

 

Per tutti gli uffici pubblici, il Comune garantisce i servizi online. Analogo discorso per i servizi essenziali e urgenti. I contatti tra Comune e cittadinanza verranno garantiti dall'Ufficio relazioni con il pubblico. Ogni comunicazione, in ogni caso, avverrà tramite e-mail o telefono.

 

Per riempire credenze e frigoriferi, viste le tante immagini provenienti dai supermercati di mezza Italia, niente paura. Il rifornimento degli scaffali, infatti, rimane garantito. Per la spesa, invece, l'indicazione è di evitare gli assembramenti. Per famiglia, dunque, è bene che solo un membro si rechi in supermercati e alimentari. E con il cibo comperato, niente cene in compagnia. Per andare da parenti e amici ci sarà tempo dopo il 3 aprile.

 

Tra le questioni che assillano maggiormente la popolazione, poi, c'è sicuramente quella di poter uscire di casa per una passeggiata o per portare il cane a fare i suoi bisogni. L'indicazione a riguardo è chiara: sì può, si evitino però i luoghi dove c'è il rischio di assembramenti e si mantengano sempre le distanze. I bambini potranno giocare nei parchi pubblici, che rimangono aperti, e allo stesso modo questi spazi rimarranno a disposizione di coloro che, chiuse palestre e piscine, vorranno sfogarsi attraverso l'attività fisica.

 

Posso andare a fare visita a un parente non autosufficiente? La questione, in questo caso, è delicata. Avendo necessità di cure, queste persone possono essere assistite. Attenzione però, gli anziani sono la categoria più a rischio, così come le persone con patologie o immunodepresse. Si faccia la massima attenzione, dunque, cercando di mantenere le distanze e di disinfettare le mani.

In conclusione la cittadinanza è invitata a mantenere alta la soglia di attenzione. Evitare pericoli inutili, “congelare” le questioni più futili fino al 3 aprile e soprattutto rispettare il divieto di assembramenti – non familiari, chiaramente, intendendo le persone che stanno sotto lo stesso tetto – sono le indicazioni di massima più importanti. Se per le persone, dunque, valgono queste regole, stringenti ma necessarie, diversa è la questione per le merci, la cui circolazione rimane garantita.

 

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