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Omicidio Agitu, tantissimi i messaggi di cordoglio. Ianeselli: "Trento non ti dimenticherà". Il Centro Astalli: 'Oggi ci sentiamo tutti più soli"

Il presidente del Consiglio regionale: "Una mano ignobile ha spento il sorriso di Agitu''. Tantissimi i messaggi sui social per ricordare la pastora uccisa nella serata di lunedì 29 dicembre. Nel corso della notte un suo collaboratore davanti al magistrato ha confessato l'omicidio  (QUI L'ARTICOLO)

Di Davide Leveghi e Giuseppe Fin - 30 December 2020 - 15:03

FRASSILONGO. Una donna libera e intelligente, sapiente e forte. La notizia della morte di Agitu ha fatto il giro d'Italia. In poche ore sono state moltissime le persone che hanno espresso il proprio dolore sui social.

 

Agitu era il suo sorriso, la sua positività e il suo entusiasmo. “Eri un esempio di coraggio e intraprendenza, una donna africana forte e autonoma, capace di costruirsi un’avventura lavorativa in un altro Paese e di farlo con il rispetto per l’ambiente e il nostro territorio, che erano diventati anche i tuoi. Sei stata l’esempio della buona integrazione, quella che spesso in Trentino si è dimostrata possibile”, ha scritto la consigliera provinciale Sara Ferrari, che ricorda come nel laboratorio di Agitu venissero promossi incontri culturali e scambio di saperi. “Molti ti hanno conosciuta al mercato di Piazza Santa Maria e quest’anno avevi anche sfidato la crisi aprendo un negozio in città per i tuoi prodotti. Non eri spaventata dalle difficoltà, tu che avevi visto e vissuto quelle del tuo paese di origine, ma non accettavi il razzismo bieco, banale, assurdo. Credevi nella nostra giustizia, a cui ti sei affidata con fiducia, quando sei stata aggredita. Abbiamo imparato molto da te”, ha concluso la capogruppo dem in Consiglio provinciale. 

 

“Il dolore e la disperazione ci fanno stringere il cuore - ha invece affermato la consigliera provinciale Lucia Coppola - si è spento un sorriso, il sole luminoso d'Africa. La potenza e la forza di una persona speciale. L' amore per la terra e gli animali. L' incontro di culture, l'intelligenza dei saperi materiali unita a quella dello spirito. Una sensibilità straordinaria e tanta bellezza”.

 

Ad intervenire sulla morte di Agitu Ideo Gudeta è anche la ministra Teresa Bellanova. “Non ho mai conosciuto Agitu Ideo Gudeta, la donna etiope trovata uccisa con una martellata alla testa a Frassilongo, in provincia di Trento, dove da tempo aveva trovato casa con l'obiettivo di allevare, salvandola dal rischio estinzione, la capra mochena, una particolare una razza di capre domestiche indigena della Valle dei Mocheni, in Trentino. Non l’ho mai conosciuta ma da qualche ora sto vedendo le sue foto e leggendo la sua storia. È una storia che parla di emigrazione, di accoglienza ed integrazione, di valorizzazione del territorio, di amore per la terra e gli animali, di autonomia e libertà femminile, di nuove radici. Parla anche attraverso i sorrisi che vedo nelle sue foto: sì, sorrisi. Non a caso - posso solo immaginare - il suo allevamento si chiamava La Capra Felice. La storia di Agitu è drammaticamente quella di tante, troppe donne. Gli inquirenti indagheranno i motivi dell'omicidio, la giustizia farà il suo corso, ma io oggi colgo soprattutto, come sempre davanti a un femminicidio, il segno tremendo di una vita violata, di una violenza inaudita che interrompe la parabola giorno dopo giorno di una bellezza, accuratamente cercata, resa possibile”.

 

 

A parlare di sgomento e orrore è anche il presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher. “Sgomento ed orrore sono i primi sentimenti che colpiscono tutti i Trentini nell’apprendere dell’orribile omicidio di Agitu Ideo Gudeta, la pastora di origini etiope che aveva trovato in Trentino la sua piena integrazione - ha scritto in una nota alla fine di questo anno terribile torna la triste realtà della violenza di genere e del femminicidio. Nel ricordo di questa giovane imprenditrice lavoratrice e donna di valore voglio rimarcare con forza la necessità di continuare una lotta senza quartiere alla violenza nei confronti delle donne, un morbo che sarà sconfitto solo con una risposta corale di tutti. Basta violenza sulle donne. Un pensiero di cordoglio per Agitu che si è laureata e poi impegnata per seguire il suo sogno, stroncato da una mano ignobile e violenta”.

 

"La notizia dell'uccisione di Agitu Ideo Gudeta mi addolora profondamente - ha invece scritto Emma Bonino, protagonista assieme a Idea Gudeta di un'iniziativa in occasione della Festa delle donne del 2017 - il 7 marzo del 2017 ho voluto Agitu tra le protagoniste dell'iniziativa che ho organizzato in occasione della festa delle donne, per far conoscere la sua storia che rappresenta uno straordinario esempio per tutte le donne rifugiate nel nostro Paese: costretta a lasciare l'Etiopia per motivi politici, Agitu ha chiesto asilo in Italia dove aveva frequentato l'università, ed è diventata imprenditrice grazie alla sua intelligenza e al suo impegno per l'ambiente, allevando capre e mettendo in piedi con successo la sua attività, modello di economia sostenibile conosciuta in Trentino e in tutto il Paese. Dalle sue parole, quel giorno, siamo riusciti a cogliere tutta la sua forza, determinazione, passione politica: la sua scomparsa tragica lascia un grande vuoto".

 

"Agitu Ideo Gudeta era una donna forte e allegra. Una rifugiata che, scappata dell'Etiopia, è arrivata in Italia in cerca di pace. Con la sua energia e le sue capacità, ha regalato al Trentino un esempio di coraggio e integrazione. Nelle nostre valli, da cui tanti vanno via, lei invece ha deciso di viverci, creando un'attività fiorente e innovativa, dando lavoro, coltivando relazioni e arricchendo il territorio che l'aveva accolta in ogni modo possibile. La sua morte è una tragedia che ci colpisce nel profondo. Abbiamo bisogno di persone come Agitu. Abbiamo bisogno di essere come Agitu. Anche se il suo esempio rimane con noi, oggi ci sentiamo tutti più soli", è intervenuto su facebook il Centro Astalli. 

 

"Agitu Ideo Gudeta è stata uccisa, aveva 42 anni. Dal 2018 aveva denunciato di essere vittima di stalking e minacce per la sua attività e per il colore della sua pelle. Questo Paese odia le donne, odia i neri, odia le donne e i neri che non sono stereotipi, E' una notizia terribile", ha twittato Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale che aveva raccontato dalle pagine della rivista la storia di integrazione e di successo di Ideo Gudeta. "Da rifugiata era riuscita a costruire un'impresa dal nulla, con caparbietà e visione in una terra che per lei era una casa sicura. La sua morte prematura lascia sgomenti e profondamente addolorati", ha aggiunto la portavoce dell'Alto commissariato della Nazioni Unite per i rifugiati Carlotta Sami

 

"Era una donna, era nera, libera, indipendente, coraggiosa, capace. Era stata più volte minacciata: come si permette questa donna nera, libera e indipendente coraggiosa e capace di allevare capre libere e felici in Trentino? Agitu Ideo Gudeta è stata uccisa ieri nella sua casa. Rabbia e dolore", ha scritto Cecilia Sarti Strada. "L'associazione Elissa a seguito del doloroso e violento femminicidio di Agitu Ideo Gudeta, manifesta solidarietà per la sua famiglia, tutti i suoi cari e condanna ogni forma di abuso, di atto violento, di ingiustizia e di crudeltà - ha scritto in una nota l'associazione Elissa - nel chiedere giustizia per Agitu e per tutte le donne, uomini, bambini che perdono la vita in modo violento, Elissa intende ancora una volta ricordare e operare per una cultura di reciprocità e dove la salute mentale della popolazione divenga al più presto la priorità. Che il dolore e lo choc per la violenza non ci rendano ancora più fragili dinanzi allo stereotipo emerso. Riposa in pace, cara amica e combattente di luce Agitu".  

 

"È una favola dal finale amaro quella di Agitu Ideo Gudeta - interviene, tracciando la traiettoria della sua storia, Barbara Poggio, prorettrice alla politiche di equità e diversità dell'Università di Trento - non c’è tuttavia lieto fine per la storia di Agitu, che ieri è stata uccisa, con efferata violenza, da un uomo di origine ghanese che lavorava per lei. Colpita a martellate e poi, agonizzante, violentata. Atto brutale ed estremo di riaffermazione di quell’ordine simbolico che con il suo essere donna straniera, istruita e imprenditrice di successo, Agitu aveva spezzato. Proprio per questo ricondurre quanto è successo a raptus, accesso d’ira o a ‘semplice’ movente economico suona oggi irrispettoso verso la memoria di Agitu Ideo Gudeta, dottoressa in sociologia, fiera imprenditrice trentina di origine etiope e allevatrice di capre felici".

 

Il Comune di Trento ha deciso di portare il proprio omaggio al negozio di Ideo Gudeta in Piazza Venezia, a Trento. Il sindaco Franco Ianeselli e alcuni rappresentanti della giunta hanno deposto dei fiori e ricordato l'allevatrice. "Addio Agitu, donna forte e coraggiosa. Trento non ti dimenticherà", ha commentato l'account del Comune del capoluogo. 

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