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Riapre il punto nascite di Cles, Fugatti: ''Queste strutture rappresentano il simbolo degli ospedali di valle"

Il direttore sanitario di Apss Pier Paolo Benetollo, a proposito della necessità di aver dovuto riorganizzare la logistica di tutto l’ospedale per far fronte all’emergenza, ha ricordato che il personale ha dovuto rendersi disponibile per attività diverse, recuperando competenze e conoscenze

Pubblicato il - 01 giugno 2020 - 19:34

CLES. E' ripresa lunedì 1 giugno l'attività nel punto nascite di Cles con la riattivazione dei servizi dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia avvenuta stamattina a conclusione della fase d’emergenza Covid-19.

 

Per l'occasione a recarsi sul posto è stato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. “Siamo davvero contenti di essere qui a Cles in occasione della riapertura del punto nascita, perché queste strutture rappresentano il simbolo degli ospedali di valle. Comunicare la sospensione di questo servizio e di quello di Cavalese nel periodo dell’emergenza non è stato piacevole, ma devo dire che in questa tragedia tutte le strutture e il personale hanno risposto in maniera egregia: abbiamo riscontrato una grande capacità di condivisione e di fare squadra in tutto il sistema della sanità trentina e questo approccio ci ha dato fiducia nella risposta dei territori. I presidi di sanità territoriale dimostrano la propria eccellenza nei casi di emergenza”.

 

Presenti a Cles anche gli assessori provinciali alla salute Stefania Segnana e all’agricoltura e foreste Giulia Zanotelli. Segnana, unendosi all’accorato ringraziamento espresso dal presidente Fugatti verso tutto il personale sanitario, per l’impegno e il grandissimo lavoro svolto in prima linea nel contrasto alla pandemia, ha sottolineato il significato di normalità e la voglia di ricominciare che rappresenta questa riapertura.

 

Nella corso della visita al reparto, i cui servizi e spazi sono stati illustrati dal direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia Roberto Luzietti, in rappresentanza del direttore dell’ospedale Armando Borghesi. Presenti anche numerosi sanitari della struttura clesiana, fra i quali i direttori delle unità operative di medicina generale Renzo Franch, anestesia e rianimazione Gabriele Leli,  chirurgia Marco Rigamonti e radiologia Luisa Ventura. Presente il direttore sanitario di Apss  Pier Paolo Benetollo che, a proposito della necessità di aver dovuto riorganizzare la logistica di tutto l’ospedale per far fronte all’emergenza, ha ricordato che il personale ha dovuto rendersi disponibile per attività diverse, recuperando competenze e conoscenze: “Adesso è importante sapere cosa può essere ancora utile, in termini di qualità e quantità, rispetto a quanto è stato fatto. È in atto una ricognizione dei progetti e delle attività, così da capire assieme ai clinici quali prassi e procedure merita continuare ad attivare”, ha detto Benetollo.

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