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Stavano chiudendo gli impianti ma è scattato l'allarme: salvato un ragazzino finito fuori pista. Difficile il recupero con Toboga e gatto delle nevi

Lunedì pomeriggio sulle piste c'erano ancora sciatori dopo il weekend di assalto per la chiusura delle scuole. Il presidente Fugatti non era riuscito ad ottenere la chiusura immediata degli impianti dopo le scene di sabato e allora era arrivato il governo nazionale a procedere al blocco da martedì mattina, eppure c'era ancora qualcuno da salvare

Di L.P. - 12 marzo 2020 - 11:11

CAVALESE. Ultime ore di apertura delle piste e ultimo intervento sulla neve per salvare un ragazzino finito fuori pista. Lunedì 9 marzo, purtroppo, come noto, c'erano ancora sciatori che frequentavano gli impianti del Trentino e dell'Alto Adige attirati dagli annunci dei nostri esercenti e prima ancora dei nostri politici con il presidente della Provincia Fugatti che il giorno stesso in cui il governo Conte ha dovuto decidere di chiudere tutte le scuole d'Italia faceva un post con scritto ''L'Italia è un paese sicuro, visita il Trentino''.

 

Purtroppo è passato il messaggio che scuole chiuse poteva tradursi con una sorta di vacanzona fuori programma e così è successo con tutto quello che abbiamo visto (QUI articolo). Le cose, in realtà, si sono dimostrate essere molto diverse tanto da costringere nel giro di poche ore lo Stato a provvedimenti draconiani che, di fatto, hanno esautorato i territori dimostratisi non all'altezza dell'emergenza. Addirittura, ancora lunedì, Fugatti non riusciva a chiudere le piste nonostante l'appello arrivasse anche dai territori (si era esposta tutta la Val di Sole con una lettera) consci del terribile danno d'immagine che stava derivando per tutto il sistema trentino e alla fine aveva fatto un provvedimento di chiusura solo per mercoledì mattina. Poche ore dopo c'ha dovuto, di nuovo, pensare Conte: chiusura di tutti gli impianti d'Italia immediata, a partire da martedì mattina.

 

Lunedì, dunque, sulle piste c'era ancora chi sciava e così alla chiusura degli impianti del Cermis, gli agenti del distaccamento di Cavalese del Servizio Sicurezza e Soccorso in Montagna venivano avvisati che, a monte della telecabina, uno, di tre ragazzini scesi in fuoripista era caduto sbattendo la testa e che necessitava di soccorso. Immediatamente è stato predisposto un piano di intervento tenendo conto del luogo impervio dove si trovavano gli sciatori, delle condizioni metereologiche avverse (stava nevicando) e dell’ora dell’incidente.

 

Subito è partito un agente, in fuori pista, che ha raggiunto l’infortunato per fornire agli altri componenti della pattuglia le informazioni sulle condizioni di salute del ragazzo e per stabilire le manovre successive. Sul posto è emerso che il giovane sciatore era cosciente ma, che in conseguenza della caduta aveva battuto la testa sul suo ginocchio riportando una forte contusione allo zigomo ed un lieve trauma cranico. Il personale della Polizia di Stato, con non poca difficoltà, ma con grande perizia, riusciva a raggiungere con la barella toboga, il luogo dell’incidente, mentre un altro componente della pattuglia, con la motoslitta si portava presso il “campo scuola”, con le corde ed il materiale alpinistico necessario per il recupero dell’infortunato.

 

Per il recupero, reso ancora più arduo a causa della caduta degli alberi, a seguito della tempesta “Vaia” del novembre del 2018, veniva deciso di recuperare l’infortunato trainando la barella verso monte. La slitta Toboga è stata, quindi, ancorata ad una corda di 250 metri agganciata ad un gatto delle nevi per effettuare il traino verso monte. Una volta predisposto l’ancoraggio è iniziata l’operazione di recupero; sul posto in ausilio dei componenti della pattuglia giungevano anche alcuni dipendenti delle Funivie e con molta attenzione, perizia e fatica, (i soccorritori sprofondavano nel manto nevoso di oltre mezzo metro) dopo un’ora riuscivano a portare a monte il ragazzino per consegnarlo, per le cure, al personale dell'ospedale di Cavalese.

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