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Tantissime mascherine abbandonate nel lago di Garda, l'allarme del Wwf: ''A rischio un intero ecosistema''

Paolo Zanollo, delegato del Wwf per il Garda e sub: "In appena 200 metri di spiaggia ne abbiamo raccolte ben 30”. Rifiuti trovati anche nei canneti, preziosi ecosistemi di filtro naturale nel lago

Di Giuseppe Fin - 29 settembre 2020 - 12:45

BRESCIA. Un'emergenza che continua ad aumentare e con l'apertura delle scuole è addirittura peggiorata. Stiamo parlando della tantissime mascherine che vengono abbandonate e che sempre di più finiscono sulle coste oppure sui fondali del lago di Garda.

 

A lanciare l'allarme è il Wwf Bergamo – Brescia con Paolo Zanollo, delegato dall'associazione per il Garda e sub che proprio in queste settimane, ma non solo, sta fotografando una situazione drammatica di dispositivi di protezione fermi sui sassi e depositati sui fondali mettendo a rischio in intero ecosistema.

“Abbiamo notato – spiega Zanollo a ildolomiti.it – che è raddoppiato il quantitativo di mascherine sulle spiagge e non solo. In alcuni punti ne troviamo decine e decine. Basta pensare che in appena 200 metri di spiaggia ne abbiamo raccolte ben 30”.

 

L'allarme da parte del Wwf, molto attenta al tema, era già stato lanciato con l'avvio della fase 2 della pandemia. Se anche solo l’1% delle mascherine, aveva spiegato l'associazione, venisse smaltito non correttamente e magari disperso in natura questo si tradurrebbe in ben 10 milioni di mascherine al mese disperse nell’ambiente. Considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40mila chilogrammi di plastica in natura: uno scenario pericoloso che va disinnescato.

 

“Ora l'apertura delle scuole – spiega Zanollo – ha portato ad un maggiore consumo delle mascherine e ad un aumentato anche del quantitativo che troviamo abbandonato soprattutto nel basso Garda”.

 

Parliamo di mascherine chirurgiche in polipropilene e polietilene, non sostanze biodegradabili, un problema che va sommarsi a quello della plastica e della cementificazione che sta distruggendo l'ecosistema del lago.

“Dobbiamo ricordare che si sono ancora dei canneti che sono dei preziosi ecosistemi di filtro naturale nel lago di Garda. Purtroppo anche in queste zone importantissime sono messe a rischio perché stiamo trovando delle mascherine abbandonate”.

 

L'invito da parte del Wwf è quello di fate attenzione, di non gettare nell'ambiente le mascherine usate (e anche qualsiasi altro rifiuto) ma di smaltirlo in maniera corretta. “Nel nostro lago di Garda la situazione è già abbastanza grave” ha concluso Zanollo.

Il Wwf proprio in questi mesi ha lanciato una campagna “Non deve finire così” rivolta alle scuole per sensibilizzare ad essere responsabili nello smaltimento delle mascherine ed evitare che finiscano in natura. Se anche solo un ragazzo per classe ( circa il 5% della popolazione studentesca) disperdesse volontariamente o accidentalmente la propria mascherina, ogni giorno verrebbero rilasciate in natura 1,4 tonnellate di plastica: ciò significa che a fine anno scolastico sarebbero disperse in natura oltre 68 milioni di mascherine per un totale di oltre 270 tonnellate di rifiuti plastici non biodegradabili in natura. È come se gettassimo ogni giorno dell’anno scolastico 100mila bottigliette di plastica in natura.

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