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Trento
05 settembre | 06:00

Lago di Garda sotto assedio, "dalle fognature un cocktail di grassi, detersivi e sostanze chimiche" in blocchi (VIDEO). Il Wwf: “Non è un parco giochi, l’ecosistema è in sofferenza”

Nei giorni scorsi in alcune zone il ritrovamento di rifiuti in blocchi maleodoranti di strano materiale. Sono pezzi di grasso, di residui che si fermano nelle tubature degli scarichi e che finiscono nelle acque del Garda inquinando ogni angolo. Non è la propria volta che succede e torna a tornare a galla sono le problematiche legate alle fognature che avrebbero ancora molti comuni attorno al lago

TRENTO. Agglomerati di grasso, detersivi, sostanze chimiche di ogni genere e residui organici che provengono dalle fognature, dagli scarichi di emergenza e dagli sfioratori. Un cocktail tossico che minaccia la salute pubblica e mette in ginocchio l’ecosistema del lago più grande d’Italia.

Stiamo parlando del lago di Garda e le conseguenze di quello che sta accadendo le abbiamo viste nei giorni scorsi, quando sulle rive e nelle acque vicine sono apparsi dei blocchi bianchi maleodoranti, grandi in alcuni casi oltre mezzo metro.

 

Sono apparsi sulle spiagge che costeggiano il lago, in particolare nella zona a sud, finendo sotto i piedi dei bagnanti, perfino dei bambini. Frammenti di questo genere, purtroppo, hanno infestato diverse zone, lasciando una scia di inquinamento che ha risparmiato davvero pochi angoli del basso lago.

 


“Sono pezzi di grasso, di residui che si fermano nelle tubature degli scarichi e che, quando ci sono fasi di maltempo, fuoriescono finendo nell'acqua. Parliamo di materiale leggero che viene poi trasportato nelle spiagge” spiega Paolo Zanollo del Wwf Bergamo – Brescia. Una situazione che già in passato aveva visto muoversi anche l'Arpa per analizzare il materiale ritrovato e le sostanze presenti. 

Il tema degli sversamenti di fognature nel lago non è nuovo, purtroppo. Già in passato l'associazione si era occupata di questa problematica, finendo, fra l'altro, per presentare un esposto. Sono state portate avanti delle iniziative per migliorare la situazione, ma evidentemente non sono bastate. Il tema, quindi, non è chiuso, visto quello che è successo anche di recente.


Dopo un episodio di maltempo, nei giorni scorsi, l'Amministrazione comunale di Lonato del Garda è stata costretta a bloccare la balneazione al Lido per la “non conformità” dell’acqua rilevata da Ats Brescia a seguito delle analisi sanitarie effettuate, che hanno rilevato una concentrazione fuori norma di Escherichia coli ed Enterococchi (QUI L'ARTICOLO). A causare questa situazione, secondo alcune ipotesi, potrebbe essere stata proprio la dispersione degli inquinanti fognari nel Benaco. Ma in passato provvedimenti simili erano stati adottati anche in altre zone.

 

I blocchi bianchi arrivati sulle spiagge nei giorni scorsi hanno creato quindi allarme perché del tutto uguali a quelli già trovati anche in passato e già analizzati da Arpa. “Noi li conosciamo bene e sappiamo di cosa si tratta. Materiale che in acqua danneggia l'ecosistema e viene scambiato per cibo dai pesci e dagli uccelli acquatici, agglomerati di varie misure contenenti detersivi e altre sostanze chimiche come emolienti, saponi e plastiche liquide, fosforo, alluminio, rame e azoto in quantità elevata, insieme a sostanze organiche come capelli e feci umane, alcuni piccoli come sassolini ed altri con dimensioni che superano il mezzo metro, elementi dannosi per la salute e che inquinano tutto l'ambiente, arrivati dalle fognature” spiega il Wwf Bergamo – Brescia.

 

I video in rete mostrano anche la presenza di alcuni animali senza vita in acqua, anche se al momento non sono state confermate le cause ufficiali di morte. “Quello che abbiamo visto anche nei giorni scorsi – spiega Zanollo – è un materiale che incide senza dubbio sull'ecosistema. Le quantità sono davvero elevate e non possiamo non dire che non creano un danno. È inevitabile che inquinino”.


Le zone maggiormente coinvolte sono quelle a sud del lago, che diventa ricettacolo anche del materiale che parte da nord.

 

Le segnalazioni di quello che è successo nei giorni scorsi sono partite immediatamente. Sullo sfondo c'è, però, un tema che si sta portando avanti da tanto tempo, denunciato più volte dal Wwf,  e che riguarda la situazione delle fognature dei comuni del Garda. Molti territori, infatti, si troverebbero ancora con fognature non separate e scarichi non idonei, che porterebbero a periodici sversamenti nelle acque del lago, danneggiando gravemente l'intero ecosistema.

 

“Quello che noi chiediamo ancora una volta – conclude il Wwf – è che si creino investimenti urgenti per adeguare e riqualificare i sistemi di raccolta dei reflui, partendo dalle separazioni, inoltre chiediamo trasparenza da parte delle istituzioni e delle autorità, il Garda non è un parco giochi per il turismo, l'ecosistema del lago è in sofferenza ed è inutile continuare a negare l'evidenza".

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