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| 01 ott 2025 | 11:47

"Spiagge del basso Garda, un collettore di rifiuti galleggianti: serve impegno istituzionale. Il lavoro dei volontari? Non deve essere un alibi per evitare interventi"

L'appello, che ha il sapore di una stoccata alle istituzioni, del Wwf: "Plastica, microplastiche, legni trattati, imballaggi e altri materiali arrivano da tutto il bacino e si depositano sulle rive. Servono interventi concreti: i volontari non possono, né devono, sopperire alle responsabilità degli enti competenti"

Spiagge del basso Garda, un collettore di rifiuti galleggianti: serve impegno istituzionale

BRESCIA. "La salute del lago passa anche dalla cura delle sue rive: se le istituzioni non sono in grado di intervenire regolarmente sui fondali, è fondamentale almeno garantire la pulizia costante delle spiagge. Limitarsi a interventi saltuari o stagionali non è più sufficiente: serve un’azione quotidiana e accurata e continuativa anche oltre il periodo estivo".

 

Questo l'appello, che ha il sapore di una stoccata alle istituzioni, lanciato dal Wwf Bergamo Brescia che da anni è impegnato con i suoi volontari in iniziative e interventi volti alla tutela dell'ecosistema gardesano, con particolare attenzione al Basso Garda che viene definito, dal coordinatore Paolo Zanollo, "il collettore dei rifiuti galleggianti".

 

"Le spiagge del basso lago si trasformano spesso nel punto di raccolta naturale di tutti i rifiuti che finiscono in acqua. Plastica, microplastiche, legni trattati, imballaggi e altri materiali galleggianti – spiega Zanollo – arrivano da tutto il bacino e si depositano lungo le rive, con un impatto evidente sull’ambiente, sulla fauna e sulla fruibilità degli spazi naturali".

 

L'attenzione viene poi spostata sul tema degli interventi necessari con "i volontari che svolgono un ruolo prezioso, ma non possono, né devono, sopperire alle responsabilità degli enti competenti". Ad essere sottolineato è poi come il loro impegno "va sostenuto e valorizzato, ma non usato come alibi per evitare interventi strutturali, organizzati e coordinati".

 

Il Wwf  spiega poi che a servire è un "impegno istituzionale concreto" e come, per proteggere davvero il Garda e il suo ecosistema, vengano richiesti alcuni interventi concreti.

 

Nello specifico: "Pulizia quotidiana e non solo stagionale delle spiagge, interventi attivi anche durante autunno e inverno, azioni preventive per ridurre l’afflusso di rifiuti nel lago con campagne di sensibilizzazione. Ma anche coordinamento tra Comuni, Province e autorità lacustri e supporto ai volontari, che non rappresentano una sostituzione delle istituzioni".

 

"La tutela del lago non può essere affidata solo alla buona volontà di pochi – conclude Paolo Zanollo – ma è una responsabilità condivisa, che deve partire da chi ha il dovere di garantire la salvaguardia del territorio".

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