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Tragedia sul Gran Paradiso, dentro il crepaccio con il soccorso alpino (I VIDEO): ''Operazioni complesse ma doverose per restituire la salma ai familiari''

Il giovane Daniele Catorci, il 27enne marchigiano che viveva a Trento dove stava facendo un dottorato di ricerca all'Università, è precipitato in questo crepaccio sabato mattina. Da quel momento sono iniziate le operazioni dei soccorritori

Di L.P. - 30 giugno 2020 - 13:35

GRAN PARADISO. ''Avete presente quanto è alto un palazzo di 10 piani? La stessa altezza, circa 30 metri, in profondità nel ghiaccio sulla parete nord del Gran Paradiso in Valle d'Aosta. È qui che sono state condotte per tre giorni dal Soccorso Alpino le operazioni di recupero del corpo senza vita di un alpinista che è precipitato dopo la caduta di un ponte di neve''. Così il Soccorso Alpino nazionale spiega qual è stata la caduta che ha affrontato il giovane Daniele Catorci, il 27enne di Camerino che viveva a Trento dove stava facendo un dottorato di ricerca all'Università.

 

 

 

 

 

 

 

Una storia tragica che ha visto il ragazzo venire inghiottito in un crepaccio tra ghiaccio e neve, a quota 3.400 metri, sulla parete nord del Gran Paradiso sabato mattina. A dare l'allarme ai soccorsi l'amico di Daniele con il quale si trova il giovane su quel ''ponte di neve'' che poi ha ceduto sotto il loro peso. Per due giorni sono andate avanti le ricerche del giovane e poi, con il passare delle ore e l'affievolirsi delle speranze di trovarlo vivo, è risultato sempre più chiaro che le operazioni si stavano sempre più trasformando in un recupero del corpo.

 

 

 

 

''Operazioni complesse - spiega ancora il Soccorso Alpino - ma doverose per poter restituire alla famiglia la salma dell'uomo''. Il corpo è stato raggiunto lunedì dopo ore di interventi complicati e in condizioni molto difficili. Si è dovuto allargare la spaccatura con la motosega per permettere ai soccorritori di scendere ma solo dopo aver messo in sicurezza le pareti (era stato anche apposto un grande cuscino gonfiabile per evitare che la neve cadesse nel canalone andandolo a ostruire più a valle), dopo aver spalato la neve meno stabile

 

Video soccorso alpino valdostano

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