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Una 'Casa famiglia' a Trento per ciechi e ipovedenti, Trentini: ''Novità assoluta''

Nei giorni scorsi si è riunita l’Assemblea per rinnovare le cariche associative, si sono sfidate due liste. Secondo mandato per Dario Trentini, che ha importanti progetti per i prossimi cinque anni: “Il Trentino deve continuare ad essere precursore nell’ambito del sostegno alla comunità cieca e ipovedente”

 

Di Rebecca Franzin - 17 August 2020 - 20:06

TRENTO. Il rinnovo del direttivo per la sezione trentina dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha visto la rielezione di Dario Trentini, presidente già da cinque anni, che ha avuto l'occasione di delineare le priorità e le tante novità del nuovo mandato.

 

“La più grande difficoltà per noi è lavvio al lavoro, persino ottenere uno stage è un’impresa ardua. Questa è un’area su cui c’è ancora da lavorare e su cui noi premiamo molto, sarà la priorità di questo mandato” dice Trentini. “Inoltre il 65% degli associati sono over 60 e di questi, la stragrande maggioranza vive da sola: queste persone necessitano di assistenza continua, soprattutto nelle valli dove i servizi scarseggiano”.

 

E’ proprio questa massiccia presenza di anziani ad aver ispirato il nuovo direttivo: “Sto pensando alla costruzione di una casa famiglia per ciechi ed ipovedenti. Daremo la precedenza ad anziani autonomi ma sarebbe aperta anche agli altri associati” ci dice. “Si tratterebbe di una novità assoluta, ma d’altronde il Trentino è da sempre il primo a muoversi nell’ambito dell’assistenza e dobbiamo continuare su questa strada”. 

 

Questo è dimostrato non solo dal fatto che l’Unione stessa è stata fondata proprio cent’anni fa da un reduce di guerra trentino, Aurelio Nicolodi, ma anche dalla presenza sul territorio di sei agevolatori, che dal 2016 sono incaricati a svolgere alcuni servizi di assistenza basilare come la spesa o la lettura di posta e messaggi importanti. Questo ruolo è ricoperto da alcuni partecipanti al Progettone della Provincia e si tratta di una figura assente sia nel resto d’Italia che all’estero. 

 

“Abbiamo cominciato un po’ allo sbaraglio, con tre agevolatori, non sapevamo bene che destino avrebbe avuto il progetto. Ora sono 6 sparsi per tutto il Trentino, non solo nelle città ma anche nelle valli. Ci vengono indicati dalla Provincia, poi noi offriamo loro una formazione e occupano di assistenza, una o due volte a settimana per due ore e mezza”.

 

E’ stato anche annunciato l’avvio in presenza del servizio di supporto psicologico, finanziato dall’Azienda Sanitaria provinciale. “Originariamente era stato previsto per marzo ma è slittato a settembre a causa della pandemia. Durante il lockdown i tre psicologi disponibili svolgevano il servizio gratuitamente tramite telefono, ma da settembre ci sarà la possibilità di svolgere delle sedute in presenza, pagando un ticket irrisorio”. 

 

L’Assemblea dei soci dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, sezione Trento, ha visto il rinnovo del direttivo. Alle elezioni si sono presentate due liste di cui la seconda, quella del presidente uscente Dario Trentini, è risultata vincitrice con un ampio margine (119 vs 22) e ha conquistato sei dei sette seggi in Consiglio. All’interno di quest’ultimo sono poi state elette le cariche sociali.  La vicepresidenza è toccata a Giuliano Beltrami, che rientra nel vertice dell’Unione dopo alcuni anni di assenza. Nel ruolo di consigliere delegato è stata eletta Fabiola Isabella Montecinos, che nell’Associazione rappresenta le famiglie. Nel Direttivo siedono anche Ivanna Marini (che è stata presidente della sezione e che si occupa di pluriminorati, anziani e del Circolo ricreativo), Lucia Cainelli (impegnata a coordinare le tematiche relative al lavoro), Romana Giovanella (responsabile delle pari opportunità e degli ipovedenti e ciechi parziali) e Chen Li, responsabile dei giovani e dell’area sport.

 

“A causa del coronavirus abbiamo sospeso tutte le attività che prevedono raggruppamenti, come gite in montagna, riunioni e attività associative. Fino a nuovo ordine ci atterremo scrupolosamente alle ordinanze della Provincia - dice il Presidente  - ma abbiamo sempre continuato e continuiamo tutt’oggi ad offrire assistenza”.

 

Questo aiuto si concretizza, fra le altre cose, tramite la consegna a domicilio della spesa, la compilazione di pratiche pensionistiche, l’avvio al lavoro, la prenotazione di visite medico-sanitarie (soprattutto oculistiche) e l’assistenza fiscale tramite Caf, molto richiesta  in periodo di dichiarazione dei redditi

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