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Via libera ai lavori al Santa Chiara, l'Apss: ''Intervento necessario per far fronte a eventuale recrudescenza di Covid-19''

I lavori per riorganizzare, in base ai protocolli di sicurezza istituiti dalle autorità, iniziano lunedì 27 luglio nell’area dedicata al pronto soccorso dell’ospedale del capoluogo: vengono eseguiti garantendo comunque la normale attività di medicina d’urgenza e con la cura necessaria per minimizzare i disagi per i cittadini

Pubblicato il - 26 July 2020 - 18:30

TRENTO. Via libera ai lavori per riorganizzare il pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Trento. Gli interventi durano tre settimane e si rendono necessari per far fronte a un eventuale ritorno dell'epidemia Covid-19.

 

I lavori per riorganizzare, in base ai protocolli di sicurezza istituiti dalle autorità, iniziano lunedì 27 luglio nell’area dedicata al pronto soccorso dell’ospedale del capoluogo: vengono eseguiti garantendo comunque la normale attività di medicina d’urgenza e con la cura necessaria per minimizzare i disagi per i cittadini.

 

"Dopo la fase emergenziale, nella quale gli accessi dei casi sospetti da coronavirus avvenivano nella zona prima dedicata al pronto soccorso ortopedico - comunica l'Apss - è necessario ora attrezzarsi per far fronte ad una eventuale recrudescenza dell’epidemia. E' stato deciso di creare una sezione dedicata ai pazienti sospetti Covid-19 con ingresso esclusivo e separato".

 

A questo proposito viene utilizzata una parte dell’attuale sala d’attesa, un’area per i pazienti non sospetti Covid-19 dotata di sette posti.

 

"Per compensare alla temporanea diminuzione dei posti a sedere dell’area di attesa, sarà utilizzato uno spazio nelle vicinanze dell’ingresso della camera calda, provvisto di monitor per le chiamate dall’ambulatorio. Ci scusiamo per gli eventuali disagi - prosegue l'Apss - ma siamo certi che la cittadinanza comprenderà l’importanza di intervenire in questo particolare momento a tutela della sicurezza dei pazienti e degli operatori".

 

Si ricorda che, per rispettare le misure di prevenzione contro la diffusione del coronavirus, è necessario presentarsi senza accompagnatori, mentre è previsto massimo un accompagnatore solo in caso di minori, persone non autosufficienti, fragili o con difficoltà linguistiche.

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