Via libera alle 7000 doppiette trentine: si apre la sessione autunnale della caccia. “Sì” all’abbattimento dei piccoli di capriolo
Dalle prime ore della mattina i cacciatori trentini sono tornati a sparare. Nel mirino soprattutto caprioli, comprese femmine e piccoli, ma anche cervi. Sono circa 7.000 le doppiette con regolare licenza

TRENTO. Dal 6 settembre, è scattato il via libera alla sessione autunnale della caccia. Pronti a sparare ci sono circa 7.000 cacciatori che dalle prime ore di questa mattina hanno ottenuto il nulla osta all’abbattimento di caprioli e cervi.
Non solo, come riporta il sito della Provincia di Trento da oggi è possibile cacciare maschi, femmine e piccoli di capriolo (come si può vedere dalla tabella della Pat).

Per quanto riguarda i maschi si potrà sparare fino al 20 ottobre, mentre piccoli e femmine potranno essere abbattuti fino al 31 dicembre.

I cervi invece, nei Distretti faunistici senza aree di bramito saranno nel mirino delle doppiette fino al 14 settembre, mentre nei Distretti faunistici con aree di bramito fino alla fine dell’anno. Per il momento sono “salvi” camosci e mufloni visto che la stagione della caccia va dal 16 ottobre al 14 dicembre.

Le associazioni ambientaliste e animaliste spesso e volentieri si oppongono a questa pratica, che non esitano a definite “barbara”. Particolarmente conflittuale il rapporto fra associazioni e l’attuale maggioranza che governa la provincia di Trento.
Tra gli eletti della Lega infatti, c’è anche Roberto Paccher (il presidente del consiglio regionale) personalità molto vicina alle doppiette trentine, tanto che nel 2019 era stato aspramente criticato proprio perché si era interessato in prima persona per il rilascio di alcune licenze di caccia (QUI articolo). Una vicinanza con il mondo venatorio della quale lo stesso Paccher non ha mai fatto mistero.


















