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(VIDEO) "Nessuno rispetta i divieti e gli spacciatori controllano la piazza. Abbiamo paura ad uscire di casa''. Alla Portela la rabbia dei residenti

Nell'ultimo mese la situazione in piazza della Portela e in via Prepositura è precipitata. Un continuo spaccio alla luce del giorno, minacce ai residenti e la più completa inosservanza delle regole per il contenimento del coronavirus. Franco Ianeselli: "Tutti siamo tenuti a rispettare le regole e serve un potenziamento dei controlli''

Di G.Fin - 05 maggio 2020 - 13:04

TRENTO. “Si sono impadroniti del territorio e noi che ci viviamo siamo guardati male appena usciamo dalla porta di casa. Ai nostri figli cosa dobbiamo dire? Stiamo allevando dei ragazzi che si chiedono cosa sia giusto. Vedono che chi vive nell'illecito lo fa senza alcun problema”. E' un grido di allarme, di sconcerto, di paura e soprattutto di rabbia quello che arriva da piazza della Portela. Un angolo tra i più belli di Trento messo in ginocchio da spacciatori impuniti, persone che fanno dell'inciviltà un modello di vita quotidiano e dove uscire di casa senza paura è difficile.

 

Nell'ultimo mese la situazione è drammaticamente peggiorata. La chiusura di gran parte delle attività e le poche persone per strada a causa del lockdown per il coronavirus, hanno fatto diventare piazza della Portela una “terra di nessuno” una piazza da conquistare per l'ennesima volta e trasformarla poi in uno degli snodi per il traffico di sostanze stupefacenti del centro cittadino. Così è successo. Le restrizioni sono state usate dagli spacciatori per diventare “padroni della piazza”.

Non sono bastati i controlli delle forze dell'ordine perché con il passare dei giorni la situazione è precipitata. Lo sanno bene gli abitanti che si affacciano con le finestre della propria casa su piazza della Portela o quelli su via Prepositura.

 

A metà giornata si creano capannelli di persone all'esterno del piccolo supermercato di prodotti orientali oppure davanti al money transfer sotto i portici di via Prepositura. Da questi punti inizia un via vai di persone, galoppini che corrono a prendere le dosi richieste per consegnarle ai tanti clienti. Quelli che con piazza Dante chiusa nelle scorse settimane hanno cambiato posto dove rifornirsi. Un mercato che nemmeno il lock down ha fermato ma, paradossalmente, è arrivato quasi ad aumentarne il volume di affari.

 

“Qui la situazione è ripiombata nella completa illegalità. Basta fermarsi un attimo per capire quello che sta accadendo. Questi si sono pigliati il territorio e rimangono completamente impuniti. Così è impensabile andare avanti” ci dice Paolo Frizzi dell'Associazione “Rinascita Torre Vanga”. Assieme a lui sono tanti i cittadini che in questi anni si sono messi pancia a terra per cercare di risollevare la zona. Hanno combattuto giorno dopo giorno per chiedere aiuti al Comune, alla Provincia, alle Forze dell'ordine ma si sono anche messi in prima linea per difendere la piazza dove vivono.

 

 

Ora la rabbia e la tristezza per quello che sta succedendo è tanta. Ma la voglia di non lasciare che gli sforzi fatti in questi anni vadano persi non manca.  “In questi giorni di restrizioni abbiamo visto – spiegano – che risorse per fare controlli sul territorio ce ne sono parecchie. Hanno mandato anche i forestali a fermare persone che passeggiavano per strada durante il lock down. E' qui ? Perché non si vedono controlli continui ma solo sporadici?” si chiedono alcuni.

 

A creare ancora più rabbia nei cittadini e la più completa inosservanza delle regole da parte di chi occupa portici e piazza durante tutto il giorno. Le regole restrittive per l'emergenza sanitaria sembrano per alcuni inesistenti. Nessuna mascherina, nessun guanto e men che meno il distanziamento sociale. “Noi siamo chiusi in casa e questi fanno quello che vogliono e nessuno gli dice niente” dicono i residenti della zona. Un commento comprensibile visto l'impegno e la fatica che tutti ci stanno mettendo per uscire da questo tunnel.

Servono controlli sistematici e non solo di qualche giorno” spiegano i residenti de la Portela ben consapevoli che comunque da questa situazione non si esce solo con più poliziotti o carabinieri in strada. Ma l'emergenza è tale che da questo incremento se ne ricaverebbero subito dei benefici.

 

Quello che sta accadendo in piazza è stato fatto arrivare alle orecchie anche dei candidati sindaci, di esponenti politici comunali e provinciali. Ad intervenire è stato il candidato del centro sinistra e appoggiato anche dagli autonomisti (Patt), Franco Ianeselli che stigmatizza la situazione. “Proprio ieri sono passato per una semplice passeggiata in piazza della Portela – spiega – ed ho visto la situazione. E' chiaro che non può esistere una zona franca come questa. Tutti siamo chiamati al rispetto delle regole a partire dal distanziamento all'uso delle mascherine. La mia solidarietà, già espressa anche in passato, va ai residenti che stanno vivendo questa situazione. Ci sono stati dei controlli ma evidentemente vanno intensificati e fatti in maniera sistematica”. “Per mia cultura – ha concluso - non è questione di stigmatizzare le persone ma serve il rispetto dell regole soprattutto quando stiamo vivendo un'emergenza sanitaria”.

 

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