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| 22 mag 2020 | 10:26

Widmann indagato per gli “scaldacollo anti-coronavirus”: 700mila euro finiti all’azienda del cugino dell'assessore

Le indagini sono partite da un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle: la provincia di Bolzano aveva acquistato alcune migliaia di scaldacollo dalla Texmarkt di proprietà di un cugino dell'assessore Widmann che è stato iscritto sul registro degli indagati

Widmann indagato per gli “scaldacollo anti-coronavirus”: 700mila euro finiti all’azienda del cugino dell'assessore
di Tiziano Grottolo

BOLZANO. Dopo la bocciatura da parte dell’Inail delle mascherine comprate in Cina, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati del direttore generale dell'Azienda sanitaria altoatesina Florian Zerzer (QUI articolo), arriva un’altra grana per Bolzano: l’assessore alla sanità Thomas Widmann è stato indagato per la vicenda degli “scaldacollo anti-coronavirus” (AGGIORNAMENTO l'indagine è stata successivamente archiviata).

 

A metà marzo la provincia di Bolzano aveva acquistato diverse migliaia di scaldacollo distribuiti gratuitamente alla popolazione, “in collaborazione con la società di distribuzione stampa Spv e con le rivendite di giornali”. Questi dispositivi, che però non sono certificati come Dpi, sono stati acquistati dalla ditta bolzanina Texmarkt di proprietà di Christoph Widmann, cugino dell'assessore alla sanità, per un costo di circa 700mila euro.

 

Le indagini sono partite dopo che il Movimento 5 Stelle aveva depositato un esposto in procura chiedendo di far luce sulla vicenda, visto e considerato la parentela che intercorre tra l’assessore il proprietario dell’azienda. Proprio ieri mattina, 21 maggio, su ordine del Pm Igor Secco le forze dell’ordine si sono presentate negli uffici di Widmann per acquisire materiale e documenti per l’indagine.

 

Da parte sua l’assessore alla sanità rispedisce ogni accusa al mittente e ai microfoni delle televisioni ha dichiarato: “Nessun aiuto quando serve, difficoltà burocratiche quando si cercano soluzioni rapide, e chi le trova poi viene messo alla gogna”. Da quando si apprende l’ipotesi di reato prevede la turbata libertà degli incanti per l’acquisto degli scaldacollo senza alcuna delibera preventiva e senza gara.

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