Abolizione della caccia, si raccolgono le firme per il referendum: ''Recatevi all'ufficio elettorale del vostro Comune''
Dal 1 luglio fino a fine settembre ci si può recare all'Ufficio elettorale del proprio Comune oppure ai banchetti organizzati nelle piazze di centinaia di città italiane. Leal: "L'obiettivo è quello di raccogliere 500 mila firme in tutta Italia necessarie per portare al voto i cittadini per abolire finalmente questa attività"

TRENTO. E' pronta la raccolta firme per abolire la caccia, ci si può recare all'Ufficio elettorale del proprio Comune oppure ai banchetti organizzati nelle piazze di centinaia di città italiane.
"Dal 1 luglio a fine settembre parte una grande battaglia di civiltà del Comitato Sì aboliamo la caccia, l'obiettivo è quello di raccogliere 500 mila firme in tutta Italia necessarie per portare al voto i cittadini per abolire finalmente questa attività cruenta, violenta e sanguinaria", commenta Tony Curcio, presidente di Leal-Lega antivivisezionista, mentre Alice Delicati (responsabile segreteria) prosegue: "Una pratica che provoca ingenti danni ambientali a causa dei milioni di pallini di piombo e di cartucce che vengono abbandonate sul terreno dai cacciatori e che inquinano campagne e falde acquifere. La natura va rispettata".
A inizio del mese prossimo l'iniziativa sarà presentata a Roma per l'ospitalità e il sostegno della Commissione ambiente. "La caccia è responsabile dello sperpero di decine di milioni di euro di denaro pubblico per il ripopolamento degli animali selvatici acquistati dall'estero, mentre a fine stagione c'è un grande abbandono di cani utilizzati dai cacciatori", evidenzia l’avvocato David Zanforlini con Paolo Bernini del direttivo che aggiunge: "Poi ci sono i miliardi di pallini di piombo che ricadono sul terreno e inquinano territori e falde acquifere, insieme ai milioni di bossoli e cartucce abbandonati dai cacciatori".
Il raggiungimento delle firme permetterebbe poi di poter chiedere un referendum. "Non c'è oggi la necessità di sopravvivere con la caccia, le stesse federazioni sportive di tiro rifiutano la presenza e la partecipazione di cacciatore o anche di persone che abbiano ucciso un solo animale", dice Alessandra Mai (responsabile comunicazione), quindi GianMarco Prampolini del direttivo conclude: "Riappropriamoci dei boschi dei campi e della natura in generale. Basta con i cacciatori che violentano la natura, spesso con incendi dolosi per terrorizzare gli animali e renderli ancor prede più facili".









.jpg?itok=BSmdxD_a)








