Al Santa Chiara l'impegno di sanitari e personale delle pulizie: 12 ore senza sosta per preparare una nuova area (no-covid) per chi ha bisogno di interventi chirurgici
L'impegno di tutti ha permesso di riconvertire rapidamente una parte di una delle cinque rianimazioni dell'ospedale per accogliere pazienti "non Covid" che necessitano di interventi chirurgici. Tutto ciò è stato fatto in sole 12 ore, nonostante le attività complesse che questa conversione comporta

TRENTO. In poche ore e senza mai fermarsi sono riusciti a riconvertire degli spazi covid in spazi no-covid e permettere ad una persona, in questo modo, di sottoporsi ad un intervento cardiochirurgico che ieri non era stato possibile fare.
E' successo nelle scorse ore all'ospedale Santa Chiara di Trento grazie all'impegno di medici, infermieri, manutentori e personale delle pulizie che hanno dimostrato flessibilità, capacità di rimodulazione e lavoro instancabile.

L'impegno di tutti ha permesso di riconvertire rapidamente una parte di una delle cinque rianimazioni dell'ospedale per accogliere pazienti "non Covid" che necessitano di interventi chirurgici. Tutto ciò è stato fatto in sole 12 ore, nonostante le attività complesse che questa conversione comporta.
Non si tratta di una banale pulizia degli ambienti, ma di una procedura di sanificazione di tutto ciò che è presente nell'unità di terapia intensiva (per alcuni dispositivi, come i ventilatori, si devono smontare alcune parti e sterilizzarle).

Terminata la rimodulazione già questa mattina è stato possibile recuperare un intervento cardiochirurgico che ieri non era stato possibile fare per mancanza di posto letto.

“Questo ci dà speranza, ma dobbiamo essere realisti – spiegano dall'Azienda sanitaria - la situazione nelle nostre terapie intensive è ancora critica. Per questo chiediamo a tutti i cittadini di non mollare e di continuare a rispettare le regole. Lo devono fare per tanti motivi: per la loro salute, per quella delle persone che amano, per il bene della nostra comunità”.















