Contenuto sponsorizzato

Concerto Vasco, macchina dei soccorsi in azione 48 ore no stop grazie a medici, infermieri e volontari. Ventura: ''Coinvolti molti giovani colleghi, enorme impegno''

Oltre 100 dipendenti dell'Azienda sanitaria tra tecnici, infermieri e medici assieme a 400 volontari che hanno gestito le postazioni di soccorso alla Music Arena e in altri punti dislocati lungo le vie e nelle piazze di afflusso dei fan. La macchina organizzativa messa in campo da Trentino Emergenza ha funzionato 48 no stop. Il direttore Ventura: ''Il momento più difficile? Il deflusso''

Di Giuseppe Fin - 22 maggio 2022 - 06:01

TRENTO. “Ho visto tanta fatica, tantissimo impegno e anche tantissimo entusiasmo. Siamo riusciti a mettere in campo un'assistenza sanitaria no stop per oltre 48 ore”. Ha la voce stanca Andrea Ventura, direttore di Trentino Emergenza. Da giovedì a sabato ha dormito poche ore per coordinare l'apparato dei soccorsi attivati per il concerto di Vasco.

Una macchina organizzativa imponente costruita negli ultimi mesi cercando di trovare il giusto equilibrio tra i soccorsi ordinari sul territorio e quelli d'emergenza nell'area di San Vincenzo. 

 

Un piano che sembra riuscito perfettamente grazie agli oltre 100 dipendenti dell'Azienda sanitaria tra tecnici, infermieri e medici assieme a 400 volontari che hanno gestito le postazioni di soccorso alla Music Arena e in altri punti dislocati lungo le vie e nelle piazze di afflusso dei fan.

 

Zone monitorate di continuo e che hanno visto anche la presenza del direttore generale dell'Apss Antonio Ferro che durante i giorni del concerto ha visitato i punti di soccorso.

Una professionalità dimostrata ancora una volta nei soccorsi non semplici avvenuti all'interno dell'arena durante le ore del concerto o nella calca di persone a seguito del deflusso. Volontari, infermieri e medici sono stati chiamati più volte a soccorrere persone a causa di malori. Gli interventi sono sempre stati immediati e, fortunatamente, si sono risolti quasi tutti in poco tempo. Squadre sanitarie a piedi all'interno dell'arena e ambulanze con infermieri pronte ad intervenire in modo immediato. Nella maggior parte dei casi i pazienti finiti al pronto soccorso sono stati dimessi rapidamente dopo gli approfondimenti del caso: si è trattato principalmente di malori dovuti a colpi di calore, ansia o intossicazione etilica, oltre
a qualche trauma minore.

 

Dottor Ventura, missione compiuta. Non crede? Sono state adeguate le risorse?
Si, sia dal punto del personale che delle infrastrutture le risorse messe in campo sono state adeguate. I quattro posti medici avanzati nella zona dell'evento e quello predisposto in Piazza Dante hanno gestito a ciclo continuo tutti i pazienti che venivano portati dalle squadre a piedi, dalle ambulanze o vi si recavano autonomamente. Sono una quindicina le persone trasferite in ospedale.

 

In cosa sono consistiti gli interventi.
Nel corso della giornata sono state decine gli interventi delle squadre per persone colpite da malori a causa del caldo, persone disidratate che hanno accusato malesseri, ma anche attacchi di panico, qualche piccolo trauma e persone che avevano esagerato con l'alcol. Il caso più grave è stato una persona con un problema neurologico, ma non correlato al caldo o altro.

 

Quando siete entrati operativi?
Sul posto dalle 8 di giovedì mattina alle 8 di sabato quando abbiamo chiuso il posto medico avanzato presente in piazza Dante. Sono state 48 ore no stop con un punto medico attivo anche nella notte tra giovedì nella zona del concerto. 

 

Lei crede che ci siano state delle criticità organizzative?
Quello che abbiamo messo in campo io credo sia stato adeguato alla situazione e alle esigenze. Nulla è stato sovradimensionato e nemmeno sottodimensionato. Eravamo pronti a rimodulare il tutto anche per far fronte ad una maxi-emergenza. Le criticità sono state legate non tanto all'organizzazione ma alla natura dell'evento. La fase di deflusso è stata la più delicata. Avere delle squadre a piedi dislocate anche lungo il percorso ha permesso di intervenire in maniera veloce in caso di richieste di aiuto. La maggior parte dell'impegno si è avuto dal tardo pomeriggio alla fase del deflusso. Un periodo intenso con continue richieste di soccorso.

 

L'ennesima prova di un personale sanitario sotto pressione dopo due anni di pandemia e impegnato ad affrontare anche la carenza di professionisti.
Sì, abbiamo visto l'impegno delle persone di quei reparti che stanno soffrendo di più come il Pronto soccorso, l’anestesia e rianimazione e Trentino Emergenza dove la carenza di sanitari si fa sentire. Abbiamo però coinvolto molti colleghi giovani, medici ed infermieri, che hanno apprezzato la possibilità di questa tipologia di intervento al di fuori dell'ordinario. In tutto il personale sanitario ho visto davvero tantissimo impegno e entusiasmo. Colgo l’occasione per ringraziare il personale di Trentino Emergenza, delle altre Unità Operative di Apss e delle Associazioni di Volontariato che hanno partecipato a questo grande progetto.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 25 giugno 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
26 giugno - 22:45
Dopo una mattinata dedicata alle celebrazioni di San Vigilio, l'evento clou della Disfida in piazza Fiera con la vittoria dei Gobj. [...]
Politica
26 giugno - 20:34
L'ex presidente della Pat: “Sulle Comunità di valle retromarcia definitiva, tutto resta come prima, in questi giorni altra retromarcia [...]
Società
26 giugno - 20:04
"Francesco e l'autismo" è una pagina nata a marzo scorso con l'intento di mostrare le attività quotidiane del bambino, dalle recite scolastiche [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato