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| 10 lug 2021 | 17:19

Apss condannata per indennità dipendenti, Degasperi: “Alla nostra interrogazione Segnana aveva risposto dicendo che andava tutto bene, legge quello che firma?”

Il consigliere provinciale di Onda Civica aveva presentato un'interrogazione il 3 novembre 2020 sollevando la questione relativa al mancato riconoscimento della reperibilità del personale tecnico dell'Apss durante la situazione emergenziale legata al Covid. Degasperi: “Anche in questo caso l'assessora è stata 'trasparente'”

Apss condannata per indennità dipendenti, Degasperi: “Alla nostra interrogazione Segnana aveva risposto dicendo che andava
di Redazione

TRENTO. Voleva conoscere le “motivazioni del mancato pagamento della pronta disponibilità rispetto a quanto previsto dal contratto del personale tecnico dell’Apss” il consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi quando, il 3 novembre 2020, aveva presentato un'interrogazione per fare chiarezza sulla questione che ha visto protagonisti alcuni dipendenti dell'Azienda sanitaria trentina durante la situazione emergenziale legata al Covid. "Ora l'Apss è stata condannata dal Tribunale di Rovereto a pagare le indennità dei lavoratori esclusi (Qui Articolo) - dice Degasperi - ma l'assessora Segnana ci aveva risposto dicendo in sostanza che andava tutto benelegge quello che firma? Vengono effettuati dei controlli?”.

 

“Con una lettera del 17 marzo 2020 – scrive Degasperi nella sua interrogazione – firmata dal Direttore generale dell'Apss il personale tecnico dell'Azienda sanitaria viene collocato in pronta disponibilità 24 ore su 24”. Reperibilità che, come è lecito pensare, dovrebbe essere retribuita, dice il consigliere: “Secondo quanto previsto dal contratto di lavoro, ovvero tramite un importo fisso”.

 

“Con una seconda lettera dell'11 maggio 2020 – scrive invece Degasperi – l'Azienda chiede ai dipendenti (il personale tecnico ndr) di comunicare le ore di servizio svolto, lasciando intendere che verranno riconosciute loro solamente le ore effettuate sul posto di lavoro e non la pronta disponibilità in pieno, come previsto da contratto. Un'azione poco rispettosa nei confronti di chi si è reso disponibile per far fronte a questa situazione, di chi ha saputo rispondere 'presente' ogni volta gli fosse richiesto e che tra l'altro ha rischiato in prima persona”.

 

All''interrogazione l'assessora Segnana aveva risposto: “Per quanto riguarda il pagamento, la pronta disponibilità del personale tecnico in questione è stata remunerata in base alle tariffe attualmente previste dalle norme contrattuali vigenti”. E' di pochi giorni fa però la notizia che il Tribunale di Rovereto ha condannato l'Azienda sanitaria a dover riconoscere le indennità di pronta disponibilità per tutto il periodo compreso tra il 17 marzo e il 7 maggio 2020 a 13 lavoratori “con qualifica di operatori tecnici assegnati in parte all'ospedale di Arco e in parte a quello di Rovereto”.

 

“In questo caso si parla solo di Rovereto e Arco - dice Degasperi - poi arriveranno altri? A questo punto mi chiedo se l'assessora legga quello che firma, se venga effettuata un'operazione di controllo su quanto riportato. Anche in questo caso è stata 'trasparente': qual è la sua funzione?”.

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