Assalto all'auto di Salvini a Bologna, condannati 11 attivisti dei collettivi. Il leader della Lega difeso dall'avvocata trentina Claudia Eccher
Gli esponenti dei collettivi cercarono di impedire l'accesso di Salvini al campo nomadi definendo l'arrivo del leader del Carroccio una "provocazione" a fini elettorali. Ora il giudice del Tribunale di Bologna Alessandra Testoni ha stabilito condanne da 4 mesi ad 1 anno e 6 mesi per 11 attivisti

BOLOGNA. Si è chiuso con condanne da 4 mesi ad 1 anno e 6 mesi per 11 attivisti dei collettivi bolognesi responsabili dei fatti avvenuti l'8 novembre 2014 quando è stata assaltata l'auto del leader della Lega Matteo Salvini e venne anche aggredito il giornalista del Resto del Carlino Enrico Barbetti. Altri cinque attivisti sono stati assolti.
Salvini, difeso nel processo dall'avvocata trentina Claudia Eccher, quel giorno si trovava in visita al campo nomadi di via Erbosa per un’iniziativa elettorale, assieme all’allora consigliera comunale di Bologna, Lucia Borgonzoni, e Alan Fabbri, all’epoca candidato alla presidenza della regione e ora sindaco di Ferrara.
Gli esponenti dei collettivi cercarono di impedire l'accesso di Salvini al campo nomadi definendo l'arrivo del leader del Carroccio una "provocazione" a fini elettorali.
I reati contestati sono violenza privata, danneggiamento aggravato e lesioni aggravate. Sette degli imputati dovranno inoltre risarcire la Lega, Salvini, Borgonzoni e Fabbri, parti civili nel processo, con la cifra di 10 mila euro ciascuno.
Sempre gli imputati dovranno pagare anche le spese legali e processuali delle parti civili. Per 10 degli 11 condannati è stata decisa la sospensione della pena, a condizione che risarciscano i danni alle parti civili entro 30 giorni dal momento in cui la sentenza diventerà irrevocabile.









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