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Borse di studio e pandemia, Opera Universitaria: “Giusto poter dimostrare difficoltà dovute al Covid, ma numero di crediti minimi e scadenze sono inderogabili”

Opera Universitaria interviene dopo la petizione firmata da più di 280 studenti del San Bartolameo, i quali chiedono che, a causa delle difficoltà causate dalla pandemia, si inserisca anche la sessione di settembre nel 'conteggio' dei crediti necessari per fare domanda di borsa di studio per il prossimo anno

Di Filippo Schwachtje - 02 luglio 2021 - 06:01

TRENTO. “Esiste una quota strutturale di studenti che ogni anno non riesce a conseguire i crediti necessari per rinnovare la richiesta di borsa di studio: con l'arrivo della pandemia è importante distinguerli da chi ha invece sofferto particolari problemi di natura psicologica o accademica a causa del Covid, e che potrà quindi richiedere l'erogazione di un contributo straordinario”. A parlare sono Nahid AliyariEdoardo Meneghini e Claudia Scandola che insieme formano il Consiglio d'Amministrazione di Opera Universitaria. Il loro intervento arriva in risposta alle richieste avanzate da un gruppo di studenti del San Bartolameo (la settimana scorsa la petizione aveva raccolto oltre 280 firme) che avevano proposto a Opera di “ridiscutere le modalità d'accesso alle borse di studio”, includendo nel 'conteggio' anche la sessione d'esami di settembre, aumentando il numero di crediti 'bonus' garantiti per presentare la domanda o abbassando il numero di Cfu necessari (Qui Articolo). 

 

“In generale crediamo che le richieste degli studenti siano da prendere seriamente in considerazione – spiegano i tre – ma per Opera esiste già una commissione speciale alla quale lo studente può fare riferimento in caso di particolari difficoltà”. In poche parole: per chi ha accusato problemi di natura psicologica o accademica a causa del Covid esiste una sorta di borsa di studio 'straordinaria', che può essere erogata da Opera Universitaria dopo aver analizzato le varie richieste individuali.

 

“Se documentate le richieste vengono sempre approvate – continuano i rappresentanti di Opera – è sufficiente attestare di aver richiesto una consulenza psicologica, anche allo sportello gratuito dell'Università. Bisogna però provare che ci siano stati dei disagi effettivi, eventualmente anche di natura didattica. Lo scorso anno per esempio il Centro linguistico aveva negato la possibilità di fare esami di lingua a tutti gli studenti eccetto a quelli che si dovevano laureare. Non avendo potuto sostenere le varie abilitazioni linguistiche sono stati una quarantina gli studenti che hanno avuto il sussidio straordinario”. 

 

Alcuni studenti però (come quelli internazionali), dice Opera Universitaria, ricevono la borsa di studio direttamente dall'Università. “UniTn l'anno scorso ha prorogato la scadenza per l'anno corrente – sottolineano i consiglieri di Opera – ma il problema si sta ripresentando ora. Noi abbiamo chiesto all'Università di istituire all'interno dell'ateneo una commissione del tutto simile alla nostra, per valutare attentamente le richieste degli studenti, anche internazionali, ed eventualmente sostenerli se hanno avuto problemi a causa della pandemia. Stiamo anche cercando di capire se c'è la possibilità di spostare la scadenza del conseguimento dei Cfu per le borse per studenti internazionali così come fatto l'anno scorso”. 

 

Partendo dal presupposto che uno strumento di sostegno straordinario esiste, per Opera Universitaria: "La richiesta di fornire un ulteriore aiuto e comprensione nei confronti degli studenti di quest'anno è legittima, perché le condizioni effettivamente non sono paragonabili a quelle di un anno normale. Allo stesso tempo però, la richiesta si inserisce in un quadro normativo molto complesso e stringente e fuori dalla nostra 'giurisdizione'. Noi stiamo cercando di fare il possibile per sbloccare la situazione, cercando delle soluzioni insieme agli enti in cui siamo presenti come rappresentati degli studenti. Purtroppo questo è uno di quei casi in cui la normativa non riesce a rispondere abbastanza agilmente alle situazioni create dalla pandemia". 

 

“Crediamo che nel breve periodo sia sacrosanto prevedere sostegni a beneficio di chi ha avuto problemi a causa della situazione pandemica – ribadisce Opera – mentre nel lungo periodo è giusto indagare le modalità del nostro sistema in generale che, in particolare in Trentino, richiede di norma più crediti per accedere alle borse di studio rispetto ad altri atenei d'Italia”. Il motivo è semplice: la soglia minima di Cfu da raggiungere è calcolata sulla mediana dei crediti raggiunti in un determinato periodo dagli studenti dei vari corsi. “Visto che a Trento i risultati sono particolarmente buoni – concludono i tre – il numero di Cfu è più alto della media. Sono passati anni però dall'ultima volta che è stata condotta questa analisi, quindi è giusto che la situazione venga nuovamente presa in mano analizzando lo storico dei risultati degli scorsi anni e capire come muoverci per ridurre quella quota strutturale di studenti che non riescono a mantenere la borsa di studio”.

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