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| 04 nov 2021 | 16:27

Coronavirus, crescita di contagi nel Bellunese (molti tra i giovanissimi): chiusa una scuola e focolaio in una casa di riposo

In 24 ore trovati 48 contagi quando due settimane fa in 7 giorni ne erano stati rilevati 66. Quattro i comuni più in difficoltà. L'Ulss1 annuncia che i primi giorni della prossima settimana sarà rivalutata la situazione epidemiologica per eventuali ulteriori decisioni

Coronavirus, crescita di contagi nel Bellunese (molti tra i giovanissimi): chiusa una scuola e focolaio in una casa di riposo

BELLUNO. Improvvisa crescita dei contagi anche nel Bellunese e così dai 123 casi rilevati in tutta la settimana dal 25 al 31 ottobre e dai 66 della settimana precedente, oggi, in sole 24 ore, sono state rilevate 48 positività. Alla luce dell'importante incremento della casistica Covid nel comune di San Pietro, con prevalente interessamento di bambini / ragazzi frequentanti le locali scuole Primaria e Secondaria di I grado, è stata concordata tra l'Ulss1 Dolomiti e il sindaco e le autorità scolastiche la sospensione dell'attività del plesso fino a martedì 9 novembre.

 

San Pietro, d'altronde, era uno dei quattro comuni che presentava già due giorni fa un'incidenza superiore a 200 casi ogni 100.000 abitanti su base settimanale. E come mostravano i dati del report della scorsa settimana è proprio tra i giovanissimi, non protetti dal vaccino, che il virus circola di più (QUI APPROFONDIMENTO). ''I primi giorni della prossima settimana - comunica l'Ulss1 - sarà rivalutata la situazione epidemiologica per eventuali ulteriori decisioni''.

 

L'Ulss1 Dolomiti segnala poi che sono stati rilevate 5 positività tra ospiti e 4 tra operatori in una casa di riposo del Feltrino. Al momento gli ospiti sono asintomatici. La situazione è attentamente monitorata. ''Osservando i dati epidemiologici di altri Paesi europei a noi vicini, è necessario tenere alta l’attenzione - ribadisce la direttrice generale Maria Grazia Carraro dell'azienda sanitaria - manteniamo comportamenti prudenti evitando luoghi affollati, usando la mascherina, arieggiando spesso i locali e igienizzando le mani''.

 

Il riferimento è all'Austria dove la situazione sta peggiorando gradualmente e si prevedono già nuove restrizioni per le persone non vaccinate e poi c'è anche l'Alto Adige che sta contando un preoccupante aumento dei contagi. In entrambi i casi le soglie di vaccinazioni sono state molto basse (la Provincia di Bolzano è il territorio più indietro d'Italia da questo punto di vista con poco più del 70% di residenti che ha fatto la prima dose) e quindi il virus circola e attecchisce con maggiore facilità e con più aggressività (in peggioramento sono anche le situazioni legate ai ricoveri). 

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