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| 27 dic 2021 | 17:49

Due casi di Omicron tra giovani nel Bellunese. Battiston: ''Con la diffusione che ha si rischia un lockdown di fatto. Il vero problema sono i non vaccinati''

Il professore dell'Università di Trento spiega che la velocità di diffusione della variante Omicron è tale da imporre un cambio della gestione della quarantena di quelli che entrano in contatto con i positivi: ''I non vaccinati? Sono poco meno di 6 milioni di persone e se Omicron, vista la sua alta capacità di diffusione, colpisse in modo sistematico ci ritroveremmo con migliaia di vittime e un sistema sanitario in tilt. Insomma, una nuova Bergamo, ma su scala nazionale''

Due casi di Omicron tra giovani nel Bellunese

BELLUNO. Due casi di Omicron in due giovani sintomatici, uno di 19 anni e uno di 29 e anche il Bellunese si allinea ai dati nazionali con circa il 10% di casi che presentano già la variante. Il dato è stato comunicato dall'Ulss1Dolomiti e arriva nell’ambito dei sequenziamenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico delle Venezie il 21 dicembre, in base al protocollo di studio.

 

''Si tratta dei test di due giovani sintomatici (uno del 2002 e uno del 1992) residenti nel Bellunese - comunicano dall'azienda sanitaria -. Il dato dimostra che la variante è diffusa nel territorio, come nel resto della regione e d’Italia nel circa il 10% dei casi''.

 

E mentre ovunque la variante Omicron sta facendo crescere il numero di casi con l'altissima contagiosità che presenta, dagli esperti il coro è unanime: serve una revisione dei criteri per la quarantena soprattutto per quelli che sono in regola con le vaccinazioni e hanno il super green pass. Il problema, infatti, è che con questa diffusione del virus le persone che saranno costrette all'isolamento anche solo per essere entrate in contatto con un positivo rischieranno di essere tantissime.

 

Il commissario straordinario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, ha spiegato che “la riflessione sul numero di persone in quarantena l’abbiamo fatta questa mattina col ministro Speranza. Gli scienziati stanno studiando con l’Istituto superiore di sanità. Adesso le quarantene sono diverse per i vaccinati e i non vaccinati, si sta studiando cosa mettere in campo“. Il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri ha aggiunto a SkyTg24: “Non appena avremo dati più conclusivi su Omicron, anche le regole sulla quarantena dei bambini, degli alunni, degli studenti si potranno rivedere. Ma bisognerà vedere quanto questa variante del virus sia più o meno aggressiva”.

 

Dal canto suo su Repubblica Roberto Battiston, professore di Fisica all’università di Trento ha chiarito che ''con Omicron si rischia il lockdown di fatto''. ''Ci troviamo di fronte a un problema che ci ha colti di sorpresa: come gestire la rapidissima diffusione di Omicron senza chiudere tutto. Il rischio è che, applicando alla nuova variante le norme sulla quarantena e gli isolamenti fiduciari pensate in un’altra fase della pandemia, ci si ritrovi in un lockdown generalizzato di fatto, ma non deciso per decreto come quelli del 2020 e non calibrato sulla tenuta del sistema economico''.

 

Considerando una media di 4 contatti per infetto, il professore spiega che “è la prima volta da inizio pandemia che la frazione di positivi può diventare confrontabile alla popolazione complessiva. Inoltre il codice dei colori per le Regioni è stato concepito per una epidemia di intensità contenuta, non per l’impatto di Omicron nel contesto di una porzione ancora troppo consistente di non vaccinati”. Battiston ha poi aggiunto che “i dati, per ora, ci dicono che le due dosi più il booster proteggono abbastanza dall’infezione, e quindi, ovviamente, dalla malattia grave. Un livello di protezione che si abbassa un po’, per l’infezione, in chi non ha fatto la terza dose. Ma il vero problema resta quel 10% di adulti non vaccinati. Sono poco meno di 6 milioni di persone e se Omicron, vista la sua alta capacità di diffusione, colpisse in modo sistematico ci ritroveremmo con migliaia di vittime e un sistema sanitario in tilt. Insomma, una nuova Bergamo, ma su scala nazionale”.

 

E allora meglio il lockdown per i non vaccinati come in Germania? “Sembra effettivamente l’unico strumento a portata di mano - conclude Battiston a Repubblica - per contenere gli effetti sanitari su valori accettabili. Ma non necessariamente la diffusione del contagio, perché sappiamo che i vaccinati possono essere, anche se in misura minore, portatori di Omicron. Le tre dosi proteggono dal contagio di Omicron al 75%, ma al momento solo il 30% degli italiani ha fatto la terza dose. Questo significa che il 22% (30% per 75%) è teoricamente fuori dalla catena dei contagi. Il restante 78% può partecipare alla diffusione del virus. E qui il tema da sanitario diventa economico. Se cioè, bloccando chi a causa di un contatto rischia di diventare portatore, non finiamo per fermare, in modo non programmato, gran parte del Paese''.

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