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Covid19, in Trentino caso di infezione con Omicron e Delta. Crisanti a ilDolomiti: ''Il contagio non si ferma, lasciamolo correre per raggiungere l'immunità di gregge''

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ha rilevato la compresenza di entrambe le varianti in due casi: uno a Padova e uno a Trento. Sull'attuale fase pandemica il professor Crisanti: "Le misure adottate servono a poco, Omicron non si ferma. La strada giusta e raggiungere l'immunità di gregge". E sui tamponi antigenici spiega: ''Uno spreco di quattrini"

Di Giuseppe Fin - 14 gennaio 2022 - 05:01

TRENTO. Due casi di contagio con ambedue le varianti Delta e Omicron. Si potrebbero definire casi di co-infezioni  e sono stati rilevati nei giorni scorsi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) ed hanno riguardato una persona residente a Padova e una residente in provincia di Trento.

 

La conferma arriva direttamente dall'istituto Zooprofilattico che ha fatto la scoperta nel corso del programma di sorveglianza sulle varianti portata avanti per l'Istituto Superiore di Sanità.

 

“L'analisi – ci spiega la dottoressa Alice Fusaro, biologa dirigente del laboratorio genomica e trascrittomica virale dell’IZSVe - è stata fatta il 3 gennaio. Noi regolarmente portiamo avanti la sorveglianza per verificare la presenza di varianti nel nostro Paese. Lo facciamo per il Veneto e anche per la Provincia di Trento”.

 

Tra i campioni processati ad inizio anno, in uno di Padova e in un altro di Trento, ha spiegato a ilDolomiti.it la dottoressa Fusaro “si è osservata la presenza di sequenze appartenenti sia alla variante Delta che alla variante Omicron. Tutto questo è stato identificato al momento dal punto vi vista genetico. Nei due casi abbiamo osservato la compresenza delle due varianti, al momento è prematuro fare riflessioni più specifiche”.

 

E' la prima volta che viene individuata una simile compresenza e le conseguenze, per il momento, non sembrano allarmare gli esperti.

 

Dottor Crisanti, la presenza di ambedue le varianti può portare ad essere il virus più pericoloso?

Non necessariamente, dipende sempre dal livello di protezione che ha una persona, se è vaccinata con due o tre dosi ha ovviamente una protezione maggiore. Sulla presenza assieme di due varianti io non ci vedo nulla di strano. Sono entrambi in circolo ed esistono le probabilità che le persone si infettano da entrambe.

 

In questo momento tantissime persone sono a casa positive e senza sintomi, lei crede che in futuro si possa arrivare ad una ulteriore riduzione della quarantena riferendola al solo stadio sintomatico?

Bisogna mettersi d'accordo, noi siamo davanti ad una malattia trasmissibile. La quarantena non si fa nell'interesse del quarantenato. Si fa nell'interesse della comunità. E' una cosa che dobbiamo metterci in testa.

 

Detto questo ci può essere un'azione politica, che può essere legittimata anche scientificamente, di fare correre il virus. Ha un prezzo come quello in decessi già pagato dall'Inghilterra e alla fine si potrebbe raggiungere l'immunità di gregge. Se questa è la strada che si sceglie però dobbiamo dircelo chiaramente.

 

La variante Omicron sembra difficile da fermare.

Io penso che per questa variante non ci sia difesa e non c' azione di sanità pubblica per bloccarla. Al limite si può ritardarne gli effetti per evitare un appesantimento sugli ospedali.

 

In queste settimane il numero di tamponi antigenici è salito enormemente. Ora vengono usati anche per la conferma della guarigione. Cosa ne pensa ?

E' uno spreco di quattrini e non danno alcun risultato certo. E lo stesso vale per il tampone antigenico di guarigione.

 

E cosa dobbiamo fare? Quale misure bisognerebbe mettere in campo?

Dipende dall'obbiettivo che si vuole raggiungere. Se la scommessa è quella di far diffondere la variante Omicron a tutti quanti per arrivare ad una immunità di gregge, più o meno basta fare quello che stiamo facendo adesso. Però è importante dircelo in faccia se scegliamo questa strada.

 

Se un politico o il presidente del Consiglio mi dicesse ad un certo punto di aver sposato la politica di Boris Johnson, è una decisione discutibile ma almeno ha un effetto chiaro. Qui abbiamo invece un approccio tutto italiano di lanciare il sasso e nascondere la mano facendo finta di adottare provvedimenti per bloccare la trasmissione del virus. Questo cosa mi irrita.

 

Ma per lei la strada giusta quale sarebbe?

La strada giusta è lasciar correre la variante Omicron cercando di non far collassare il sistema sanitario. Si potrebbero mettere delle restrizioni ma non nella scuola, magari nelle capienze dei ristoranti .

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