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Covid, in Trentino nuovi contagi con 'Omicron 2'. Zuccali: ''Termine emergenza non significa fine della pandemia'', allarme per le vaccinazioni in caduta libera

In Trentino nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un aumento dei contagi. Gran parte delle tipizzazioni fatte indicano una prevalenza della variante Omicron 2. Preoccupa il numero di cittadini che non hanno ancora completato il ciclo vaccinale: dalle 25 alle 30 mila persone non hanno ancora richiesto la terza dose dopo aver fatto la seconda 

Di Giuseppe Fin - 28 March 2022 - 16:57

TRENTO. “Il 31 marzo cesserà lo stato di emergenza da Covid-19 ma  questo non significa che il virus è scomparso. E' fondamentale che le persone capiscano l'importanza di fare la terza dose”. Sono queste le parole che arrivano dalla dottoressa Maria Grazia Zuccali, direttrice dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss.

 

La crescita dei contagi da Covid non si ferma e lo confermano i dati a livello nazionale. Anche nella settimana appena terminata, dal 20 al 26 marzo, si è chiusa un + 5,6% ed è il terzo aumento settimanale consecutivo. Anche in Trentino si sta assistendo ad un graduale peggioramento della situazione epidemiologica con un rapporto contagi/tamponi che rimane ancora molto alto, superiore all'11% e salgono ancora i ricoveri.

 

L'aumento delle infezioni sarebbe da ricondurre alla variante Omicron 2. “Abbiamo assistito ad un aumento del numero di casi – ha spiegato la dottoressa Zuccali – che ora negli ultimi giorni della scorsa settimana sembra essersi un po' stabilizzato attorno ai 400 positivi al giorno. Questo è legato alla variante Omicron 2 che stiamo riscontrando nel corso delle tipizzazioni che facciamo. Si tratta di una variante particolarmente contagiosa che permette quindi una maggiore diffusione del virus ma meno aggressiva. In questo senso i ricoveri in ospedale sono in numero limitato rispetto altri momenti in cui i casi erano pari a 400 – 500 e pazienti ricoveri molti di più rispetto ad oggi”.

 

La variante Omicron 2 ha caratterizzato questo ultimo periodo dell’epoca Covid. Sorella di Omicron presenta sicuramente un indice di maggiore contagiosità, ancora il 30% in più rispetto alla precedente. I ricoveri, al momento, non stanno registrando aumenti particolari ma rimane fondamentale, proprio per evitare una crescita di pressione sugli ospedali, il completamento del ciclo vaccinale che invece, anche in Trentino, ha visto una vera e propria caduta nelle adesioni.

 

“La raccomandazione è quella di fare la terza dose – continua Zuccali – e quindi di completare il ciclo vaccinale come è stato raccomandato dal Ministero della Salute. Gli studi scientifici evidenziano l'importanza di completare il ciclo. Purtroppo, però, non tutte le persone che hanno ricevuto la seconda dose hanno fatto poi la terza. Sembra come che ci fosse una sorta di disattenzione ma è fondamentale seguire le indicazioni”. Secondo gli ultimi dati in Trentino dalle 25 mila alle 30 mila persone non hanno completato il ciclo, hanno quindi ricevuto la seconda dose ma non hanno aderito alla somministrazione della terza.

 

“Sono tante” sottolinea la direttrice dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss. “I numeri giornalieri - ma questo succede anche in altre zone d'Italia - delle persone che prenotano la vaccinazione sono in discesa settimana dopo settimana, stiamo assistendo ad una disaffezione alla campagna vaccinale. Abbiamo le liste di prenotazioni delle dosi che sono in caduta rispetto a quello a cui eravamo abituati”.

 

Sappiamo che l'efficacia della vaccinazione non è tale per cui sempre si previene l'infezione anche per chi ha tre dosi. Rimane però rilevante il fatto che per chi ha completato il ciclo vaccinale l'infezione decorre in forma poco sintomatica e non comporta quasi mai ricoveri in ospedale. L'importante, conclude Maria Grazia Zuccali, è non confondere la fine dell'emergenza con la scomparsa della pandemia. “Un conto è dire che l'emergenza è finita – spiega Zuccali – e rallentiamo le misure e un conto, invece, è dire che la pandemia è terminata. In credo che nessuno possa illudersi di questo. Quindi la raccomandazione va nel fare la terza dose, nell'uso delle mascherine in determinate situazioni. Tutto quello che abbiamo imparato in questi due anni deve essere messo in atto anche dopo il primo aprile”.

 

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